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Il passaggio dallo IAS 39 all’IFRS 9. Novità, criticità e aree di miglioramento

Principi generali dell’hedge accounting

Gli strumenti di copertura sono strumenti finanziari, in genere strumenti derivati, che consentono alle imprese di tutelarsi dai rischi assunti nell’esercizio della propria attività. E’ infatti assodato che ogni impresa si trova esposta al rischio di perdite dovute alla volatilità delle variabili di mercato; se l’entità decide di non voler sopportare gli eventuali oneri o rischi deve definire, in coerenza con le proprie politiche di Risk management, operazioni volte a neutralizzare gli effetti di tali rischi.

Le operazioni di copertura, in senso economico, sono finalizzate a neutralizzare le perdite rilevabili su un determinato elemento o un determinato gruppo di elementi (hedge item), attribuibili a uno specifico rischio (per esempio un rialzo dei tassi di interesse) tramite gli utili rilevabili su un diverso elemento o un diverso gruppo di elementi (hedging instrument) nel caso in cui quel particolare rischio dovesse effettivamente manifestarsi.

Operativamente si tratta di entrare in posizioni speculari a quella del rischio assunto annullando gli effetti negativi con risultati di segno opposto (economic hedging). Lo IAS 39 determina le modalità di gestione degli strumenti di copertura e delle attività oggetto di copertura con l’obiettivo di eliminare eventuali asimmetrie contabili che queste operazioni possono comportare.

Le asimmetrie contabili si possono verificare nel momento in cui le posizioni coperte e le correlate coperture sono soggette a procedure contabili non omogenee, ovvero nei casi in cui tra lo strumento di copertura e quello coperto si generino:
• differenze di valutazione: questo succede, per esempio, quando la posizione coperta è valutata con il criterio del costo, mentre la copertura viene valutata a fair value;
• differenze relative all’iscrizione degli utili e delle perdite nei prospetti contabili: tali differenze si possono generare nel momento in cui uno strumento coperto e copertura pur essendo soggetti a medesima valutazione prevedono una rilevazione diversa delle variazioni di fair value, ovvero nel conto economico o tra le altre componenti del conto economico complessivo (OCI);
• differenze nella rilevazione iniziale: può capitare che sia prevista, per esempio, la rilevazione o meno in Stato Patrimoniale di un’obbligazione contrattuale o di un diritto e che prevedano invece il contestuale obbligo di rilevazione per lo strumento di copertura. Un esempio operativo sono i leasing con canoni di pagamento in valuta estesa soggetti a copertura: il derivato viene rilevato immediatamente in bilancio mentre i canoni di leasing vengono iscritti solo nel momento di rilevazione.
• differenza di esistenze: si verificano nel caso in cui la copertura viene riferita ad operazioni future; in questo caso la posizione coperta non ha ancora prodotto effetti e non è rilavata in bilancio, mentre lo strumento di copertura è esposto in bilancio e soggetto a valutazione.

In merito alla tipologie di rischio considerate dallo IAS ed oggetto di copertura, sono classificate come segue:
1. esposizioni al rischio di variazione del fair value di attività/passività in bilancio o di impegni irrevocabili (firm commitments);
2. esposizioni al rischio di variazione di cash flow relativi ad attività/passività in bilancio o a transazioni future;
3. esposizioni al rischio di cambio di un investimento netto in un’organizzazione estera.

La copertura del rischio di valuta estera di un impegno irrevocabile può essere contabilizzata come una copertura del rischio di cash flow o una copertura di fair value; pertanto possono essere analizzate solo le prime due tipologie. La copertura del fair value punta a ridurre l’esposizione del valore di uno strumento a un particolare rischio (rischio di prezzo o il rischio di tasso). Solitamente questa copertura viene applicata ad attività a tasso fisso i cui cash flows non variano durante la vita dello strumento; il fine della copertura è, in questo caso, proteggere il valore corrente dell’attività e quindi la compensazione delle variazioni di poste rilevate nello stato patrimoniale.

La copertura dei cash flow mira invece a ridurre la variabilità dei flussi di cassa futuri legati ad una particolare attività/passività. Il cash flow hedge viene solitamente applicato ad attività/ passività a tasso variabile con il fine di gestire e controllare la variabilità futura dei flussi di cassa legati a tale passività e quindi il focus è sull’impatto prospettivo di tale variabilità sul conto economico. Le regole introdotte dal principio per la contabilizzazione delle operazioni di copertura, definite hedge accounting, hanno l’obiettivo di contabilizzare in modo coerente lo strumento coperto con la sua relativa copertura. Come definito in precedenza, lo IAS 39 definisce un sistema di valutazione diverso per ogni strumento finanziario; in assenza delle eccezioni contabili relative all’hedge accounting le relazioni di copertura tra elementi soggetti a diversi criteri standard di valutazione non sarebbero adeguatamente rappresentate in bilancio.

Con l’hedge accounting vengono definiti:
• gli strumenti finanziari che possono essere oggetto di copertura;
• gli strumenti finanziari che possono qualificarsi come strumenti di copertura;
• i requisiti per l’applicabilità dell’hedge accounting;
• le regole contabili applicabili alle diverse tipologie di copertura.

In particolare viene definito un sistema di relazioni tra strumento oggetto di copertura e strumento di copertura che consente l’applicazione delle regole di hedge accounting.

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Il passaggio dallo IAS 39 all’IFRS 9. Novità, criticità e aree di miglioramento

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Giacometti
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Scienze Economiche e Aziendali
  Corso: Finanza
  Relatore: Lorenzo Faccincani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 195

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