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Guida sotto l’effetto della droga cannabis: il ruolo del laboratorio di analisi chimico-tossicologiche

Effetti della cannabis sulla guida

Gli effetti della cannabis variano in relazione alla dose di principio attivo assunta, alla via di somministrazione, alle esperienze pregresse dell’utilizzatore, alla vulnerabilità individuale e al contesto di assunzione. Sia studi sperimentali che studi epidemiologici che analizzano gli effetti della cannabis sulle prestazioni psicomotorie, evidenziano scompensi dose-correlati rispetto ad una serie di funzioni necessarie alla guida.

Gli effetti, già evidenti anche dopo piccole dosi (5-10 mg di THC in una sigaretta), aumentano all’aumentare della dose e possono durare fino a 4-8 ore dopo l’assunzione, e vengono distinti in acuti e cronici. Gli effetti acuti sono associati all’assunzione di una singola dose di droga, mentre quelli cronici derivano dall’utilizzo di una sostanza per un lungo periodo di tempo. Questi effetti sono amplificati nel caso di associazione della cannabis con alcol o altre sostanze psicoattive, e si manifestano soprattutto sulla velocità e sulla deviazione dalla posizione laterale standard del veicolo.

Gli effetti acuti della cannabis influiscono su alcune funzioni psicomotorie necessarie alla guida, riducendo significativamente il controllo motorio, la velocità psicomotoria, le funzioni esecutive, la memoria a breve termine e la cosiddetta memoria di lavoro (tempi di reazione e la precisione). In generale, l’effetto della cannabis - la cosiddetta fase “high” - dura fino a 2 ore dopo l’assunzione, sebbene molti studi evidenzino il perdurare degli effetti negativi sulle funzioni cognitive e motorie fino a 10 ore dopo l’uso (Ashton CH, 1999; Hart CL et al., 2001; McDonald J et al., 2003; Ramaekers JG et al., 2006).

La cannabis influisce inoltre anche sul comportamento: gli studi sperimentali in laboratorio rivelano un aumento dei comportamenti impulsivi, evidenziando la difficoltà dei soggetti sotto l’influenza di cannabis a inibire le risposte in contesti di scelte decisionali rapide (McDonald J et al., 2003; Ramaekers JG et al., 2006).
L’uso cronico di cannabis, invece può comportare un deterioramento dei processi mnemonici, di attenzione, l’abilità manuale, le funzioni esecutive e la velocità psicomotoria. Questi effetti possono perdurare oltre il periodo di intossicazione e peggiorare in funzione della durata e della frequenza d’uso della sostanza. Tali deficit sono per la maggior parte reversibili dopo un’astinenza prolungata nel tempo, ma alcuni possono essere permanenti (Pope HG, 2001; Bolla KI, 2002; Solowij N, 2008).

Gli effetti derivanti dall’assunzione contemporanea di cannabis e alcol, una delle associazioni più frequentemente riscontrate tra i conducenti, possono essere additivi e moltiplicativi. Nel primo caso, gli effetti di entrambe le droghe sono approssimativamente equivalenti alla somma degli effetti delle due sostanze insieme. Nel secondo caso, gli effetti delle due droghe assieme sono maggiori rispetto agli effetti delle singole sostanze (Mann RE et al., 2003; Rama­ekers JG et al., 2004; EMCDDA 2008).

Pertanto gli effetti derivanti dall’uso combinato di alcol e cannabis possono essere anche più severi rispetto a quelli conseguenti dall’uso di entrambe le sostanze, assunte singolarmente. Alcuni studi sperimentali sulla guida in strada, ad esempio, hanno dimostrato che i conducenti sotto effetto di cannabis e alcol sono meno attenti al traffico proveniente dalle stradi laterali, e che tale combinazione riduce ulteriormente il controllo laterale rispetto al decremento causato dai composti singolarmente assunti (Liguori A et al., 2002; Sexton BF et al., 2002).

Altre indagini hanno evidenziato che gli effetti dell’alcol colpiscono principalmente le capacità logico-integrative, mentre la cannabis indebolisce le funzioni dell’attenzione e quelle psicomotorie (O’Kane CJ et al., 2002).
I risultati dei principali studi sperimentali ed epidemiologici, riportati nell’approfondimento dell’Osservatorio europeo sulle droghe dedicato all’argomento (Ramaekers JG et al., 2004; EMCDDA 2008), dimostrano che la combinazione di alcol e cannabis, anche in dosi minime, non solo copre le funzioni cognitive e psicomotorie, ma può provocare un ulteriore effetto sinergico di riduzione della capacità di guida.
L’uso simultaneo di cannabis e alcol, fenomeno riscontrato con una certa frequenza a livello europeo, gioca inoltre un ruolo importante quale causa di incidenti stradali, aumentando fortemente il rischio di colpevolezza del conducente nel provocare incidenti.

L’impatto della cannabis sulle capacità di guida varia inoltre in base alla modalità di assunzione, ad esempio se fumata o ingerita. Uno studio di meta-analisi su indagini che esaminavano gli effetti del THC sulle funzioni psi­comotorie, ha dimostrato come il picco massimo di disabilità si raggiunge dopo un’ora, se la cannabis è stata fumata, e dopo due ore se è stata ingerita.

L’indagine ha determinato anche una “curva di concentrazione-effetto”, che evidenzia come le concentrazioni di THC nel plasma hanno una relazione lineare al grado di disabilità, almeno per quanto riguarda le basse concentra­zioni (fig. 7). La riduzione maggiore delle performance, ossia una disa­bilità riscontrata nel 70-80% delle prove, corrisponde ad una concentrazione di THC nel plasma compresa tra 14-60 ng/ml (Berghaus G et al., 1998).

Questo brano è tratto dalla tesi:

Guida sotto l’effetto della droga cannabis: il ruolo del laboratorio di analisi chimico-tossicologiche

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Informazioni tesi

  Autore: Pilade Cortellazzi
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Biochimica Clinica
Anno: 2011
Docente/Relatore: Angelo Groppi
Istituito da: Università degli Studi di Pavia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 82

FAQ

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