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Ruolo di Pityophthorus juglandis (Coleoptera, Curculionidae) nei meccanismi di diffusione del fungo fitopatogeno Geosmithia morbida

Il prelievo, l’allevamento e la conservazione di P. juglandis

Per l’allevamento degli scolitidi si sono disposti degli eclettori di noce nero che consistevano in questo caso in cilindri graduati in vetro o PVC trasparente e in scatole dello stesso materiale. Nei coperchi delle scatole è stato praticato un foro, che, al pari del foro dei cilindri, è stato successivamente chiuso da una rete di ottone a maglie molto minute (1 mm2); nei cilindri, la rete, fissata saldamente con un elastico stretto attorno al bordo, fungeva anche da tappo (Figura 3.2).

La presenza della rete permetteva l’aerazione all’interno dei contenitori, utile allo sviluppo degli scolitidi e ad evitare l’insorgere di muffe, ma doveva essere, allo stesso tempo, estremamente fine per impedire la fuoriuscita eventuale di qualche adulto sfarfallato (Figura 3.2).

Per raccogliere l’umidità, che normalmente il legno trasuda, sono stati inseriti nei contenitori dei fogli di carta assorbente, che si è avuto cura di cambiare ogni qualvolta si è trovata umida (Figura 3.2). In questi recipienti così preparati, si è avuto cura di adagiare il legno proveniente dagli alberi infetti, in particolare, si sono tagliati i rami in pezzi di circa 25 cm di lunghezza con delle cesoie da potatura; per alcuni campioni, poiché dal taglio sono risultati molti pezzi, non è bastata una sola scatola o cilindro per contenerli, alle volte neppure due (Figura 3.2). Una volta completata l’operazione, si è provveduto a nominare i singoli contenitori con dei codici da cui fosse possibile risalire al sito di raccolta (Tabella 3.1).


Mantenendo i contenitori ad una temperatura costante di +4 °C o più, si è dato modo agli scolitidi di completare il periodo di svernamento sotto corteccia e, passato circa un paio di mesi dal campionamento, gli insetti hanno iniziato a sfarfallare. Si è deciso il prelievo giornaliero degli scolitidi per un periodo di due mesi dal momento in cui è sfarfallato il primo individuo. Il prelievo consisteva nel rovesciamento del contenuto di scatole e cilindri in una vaschetta di plastica e nella raccolta di ciascun individuo con delle pinzette minute a punta piatta.

Ogni individuo veniva posto in una eppendorf sterile, e successivamente si procedeva col riconoscimento del sesso mediante microscopio; con ingrandimento 25X già si distingueva chiaramente la presenza o meno di peluria sulla fronte. Sulla eppendorf era appuntato un codice di riconoscimento costituito da quello del contenitore a cui veniva aggiunto un numero progressivo e il sesso dell’individuo.

Gli insetti raccolti sono stati poi conservati ad una temperatura di -80 °C. In ogni passaggio della raccolta si è cercato di lavorare nel modo più sterile per evitare qualsiasi contaminazione tra insetti, anche dello stesso ramo. In particolare, la vaschetta di plastica veniva pulita con alcool ogni volta che si esaminava un contenitore diverso, la pinzetta era sterilizzata su fiamma ad ogni prelievo e il riconoscimento del sesso a microscopio era eseguito senza estrarre l’insetto dalla eppendorf.

Nel corso di questo studio sono stati analizzati anche 10 individui di P. juglandis provenienti da Bosco Fontana (MN); questi erano risultanti da alcune trappole a feromoni poste in loco. Gli individui erano estratti a vivo e uccisi in etere, conservati all’interno di un’unica provetta per centrifuga. Questo metodo di conservazione non è consigliabile in quanto può portare alla contaminazione tra individui e il liquido in cui sono immersi potrebbe lavare l’esoscheletro dalle spore.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Ruolo di Pityophthorus juglandis (Coleoptera, Curculionidae) nei meccanismi di diffusione del fungo fitopatogeno Geosmithia morbida

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Sbrizza
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Agraria
  Corso: Tecnologie Forestali ed Ambientali
  Relatore: Massimo Faccoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 86

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