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Riflessioni sulla prevenzione generale

Presupposti per una corretta efficacia preventiva della sanzione penale

Appare opportuno a questo punto delineare anche dei presupposti per una corretta funzionalità della prevenzione generale. Si è infatti osservato come la mera comminatoria della sanzione penale non è ex se sufficiente a produrre un effetto deterrente, ma è necessario che la comminazione sia accompagnata anche dall'adeguatezza della pena (quantomeno per la prevenzione positiva), dalla sicurezza e dalla prontezza della sua applicazione, dalla pubblicità della sua applicazione.
Vediamone i motivi.

Per quanto concerne il primo requisito, non si fa che rievocare il concetto di pena giusta valevole anche per la prevenzione speciale. È evidente infatti che una pena sproporzionata non riesca a produrre alcun effetto preventivo: del rapporto con la prevenzione speciale ci siamo già occupati, appare ora opportuno calare il suddetto requisito nell'ambito delle concezioni general preventive operando un necessario distinguo.

Nella prevenzione generale negativa, l'adeguatezza della pena potrebbe essere anche un elemento superfluo ai fini di una corretta funzionalità della stessa. È evidente, infatti, come logiche intimidatorie spingano verso l'applicazione di sanzioni esemplari esorbitanti il grado della colpevolezza e ogni considerazione relativa alla giustizia della pena sarebbe quindi superflua.

Nell'ambito della prevenzione speciale positiva, invece, il requisito in esame gioca un ruolo molto importante. Se, come detto, la funzione della pena dovesse avere natura pedagogica, per sortire il cennato effetto sarebbe necessario che i consociati avvertano come giusta la punizione di quel determinato fatto. Nessun effetto formativo produrrebbe una sanzione imposta da uno Stato sopraffattore che per primo non tenga conto di esigenze di giustizia (qui riassunte in proporzione tra reato e risposta sanzionatoria).

Quanto al secondo requisito, si è osservato come per sortire i suoi effetti preventivi, la sanzione penale debba essere di sicura e di pronta applicazione. È fin troppo evidente, infatti, che nessun effetto (né intimidatorio né pedagogico) sortirebbe una sanzione penale la cui applicazione dovesse risultare incerta. Parimenti, una sanzione penale certa ma la cui esecuzione dovesse risultare eccessivamente differita nel tempo sortirebbe ben pochi effetti.
Infine, l'ultimo presupposto per una corretta prevenzione è da individuare nella pubblicità dell'applicazione della sanzione.

Anche relativamente al requisito in discorso è evidente che, in tanto la sanzione giusta, certa e pronta può sortire gli effetti desiderati, in quanto la stessa sia portata a conoscenza dei consociati. D'altronde tutti i requisiti sopra menzionati diverrebbero superflui senza la conoscenza da parte dei cittadini della relativa applicazione.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Riflessioni sulla prevenzione generale

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Informazioni tesi

  Autore: Rosalba Di Sette
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Seconda Università degli Studi di Napoli
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Gennaro De Francesco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 96

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Parole chiave

reato
diritto
giurisprudenza
codice penale
prevenzione generale
crimialità
funzione di prevenzione generale
prevenzione positiva
diritto penale
pena

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