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Trasformazioni museali. Analisi semiotica del Palazzo delle Esposizioni di Roma

Analisi del museo volume

Il Palazzo delle Esposizioni di Roma nasce nell’ambito delle grandi Esposizioni Universali e degli eventi mondani e commerciali organizzati nelle moderne capitali europee dalla fine del 1700. L’aspetto consumistico e industriale si affermava per la prima volta come un elemento centrale nella società moderna: le merci e le nuove tecnologie divenivano oggetto di culto, poste su piedistalli per essere ammirate e acquistate. Allo stesso tempo l’arte era messa a disposizione dei ceti sociali meno abbienti e tra la folla della nascente borghesia si delineava una fruizione più democratica delle opere d’arte.

Il Palazzo di Roma quindi nasce nell’atmosfera sfavillante degli eventi internazionali. Nell’intento di permettere un riuso e un’adattabilità delle strutture ospitanti, le architetture dei palazzi venivano progettate per essere facilmente smontate e ricostruite anche in altre zone della città. Affinchè questo fosse possibile erano utilizzati il vetro e l’acciaio, i materiali caratteristici dell’epoca industriale. Evidentemente il Palazzo delle Esposizioni di Piacentini, inaugurato nel 1883 per ospitare l’Esposizione Internazionale delle Belle Arti, non rispecchia questi standard.

L’edificio è monumentale, dalla struttura statica e difficilmente modificabile, reso maggiormente autoreferenziale grazie alla scalinata che conduce il visitatore a quella che, nel progetto originale, era la sola entrata accessibile. L‘unico vero motivo di sperimentazione risulta essere la serra retrostante in vetro e acciaio, diverse volte chiusa e poi riabilitata negli anni successivi.

Poste queste considerazioni, i capitoli seguenti tratterranno l’analisi del Palazzo da diversi punti di vista. Partendo dal volume architettonico e dalla sua storia andremo ad analizzare il suo rapporto con la città, evidenziandone gli aspetti essenziali, per passare poi alla descrizione dell’organismo nel suo complesso, a livello planimetrico e spaziale. Ci soffermeremo quindi sulle nuove ridistribuzioni spaziali e funzionali realizzate con l’ultimo intervento di ristrutturazione del Palazzo dagli architetti Firouz Galdo e De Lucchi, per concludere il lavoro di tesi con l’analisi di due modalità espositive a confronto.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Trasformazioni museali. Analisi semiotica del Palazzo delle Esposizioni di Roma

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Informazioni tesi

  Autore: Alessia Svezia
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Comunicazione d'impresa
  Relatore: Isabella Pezzini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 164

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architettura
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