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Dai banchi ai campi. L’Outdoor Education come esperienza educativa e pratica didattica

La Scuola nel Bosco

I modelli di OE
Con termine OE possiamo dunque fare riferimento alla definizione ombrello che contiene diverse vie per sperimentare e attuare l’educazione all’aperto. La coniazione di altri termini più specifici deriva da studi pedagogici generali, dalle politiche educative dei governi, dalle esperienze sul campo e dalla ricerca scientifica.
Phyllis Ford individua nove categorie distinte per definire e distinguere gli ambiti di lavoro, studio e ricerca dell’OE:

- Environmental Education, riguardante l’educazione ambientale in generale (demografia, inquinamento, uso risorse naturali, pianificazione urbana e rurale, ecc);

- Conservation Education, intesa come educazione all’uso consapevole delle risorse naturali in ottica di tutela;

- Resident Outdoor School, inteso come esperienza all’esterno di più giorni con l’obiettivo di arricchire il curriculum attraverso l’insegnamento all’aperto;

- Outdoor Education, comprendente un ampio spettro di attività, svolte nel tempo libero, a sfondo ludico, come nuoto, escursioni, sport, ecc.



- Outdoor Pursuits, quale esperienza residenziale di alcuni giorni all’aperto, lontana dai luoghi abitati e senza alcuna comodità;

- Adventure Education, comprendente attività legate al senso dell’avventura e che richiedono un certo grado di preparazione;

- Experiental Education, mirante a favorire il processo di apprendimento attraverso il fare e con un approccio pragmatico;

- Environmental Interpretation, legata all’educazione in parchi e riserve in cui ci sono centri che offrono informazioni e conoscenze;

- Nature Recreation, indicante l’apprendimento che avviene nel tempo libero e a contatto con la natura.

Generalmente, outdoor education si usa soprattutto per fare riferimento a pratiche educative, ludiche, ricreative di tipo extrascolastico; mentre per quanto riguarda l’ambito formale scolastico negli anni si è adottato il termine specifico outdoor learning (apprendimento all’aria aperta). Tuttavia si tratta di terminologie che sono strettamente correlate tra loro, le cui specificità si comprendono nella visione comune di una educazione attiva ed esperienziale. In riferimento ai percorsi scolastici, la Forest School (scuola nel bosco) è uno dei modelli più affermati. Non si tratta di scuole che individuano esplicitamente l’OE tra i loro obiettivi didattici, ma di un tipo di scuola dove la vita all’aperto è il tratto caratterizzante e fondamentale del fare scuola e occupa gran parte della giornata. Ciò da vita ad uno stile educativo e formativo caratterizzato da un ricco contatto con gli elementi naturali, in grado di stimolare nei bambini l’esercizio di attività esplorative e cognitive caratterizzate anche da un certo grado di rischio, avventura, imprevedibilità e improvvisazione.

La scuola nel bosco
La scuola nel bosco è una realtà pedagogica abbastanza nuova in Italia. Originariamente diffusa soprattutto nel nord Europa (Danimarca, Norvegia, Svezia, Regno Unito e Germania soprattutto),
è oggi presente in diverse parti del mondo.
Quasi tutte le scuole nel bosco si sono sviluppate a partire dalle iniziative di genitori, alcune hanno ottenuto il riconoscimento pubblico, altre si sono costituite in forma privata. Le premesse per la loro autorizzazione e il loro funzionamento variano da paese a paese, così come il progetto pedagogico e gli obiettivi da raggiungere. Nonostante dunque nessuna scuola nel bosco sia uguale all’altra e non esista un modello definito a priori, è possibile definire una serie di caratteristiche a cui la pedagogia del bosco si ispira. Il punto fermo che accomuna le diverse scuole è il riconoscimento dell’alto valore educativo e formativo dello spazio esterno, outside the classroom. Poi, tra le varie caratteristiche, finalità e valori che guidano l’intento pedagogico delle scuole nel bosco, troviamo:

- incoraggiare un atteggiamento sociale positivo verso l’altro;

- sensibilizzare e attuare l’educazione ambientale (rispetto, consapevolezza, relazione responsabile con l’ambiente, gli animali e le piante);

- promuovere l’autostima e valorizzare ogni individualità dei bambini;

- incoraggiare l’autonomia del bambino;

- sollecitare creatività, fantasia, interesse, coraggio e curiosità;

- vivere l’ambiente in maniera totale, vivere il ritmo delle stagioni e i fenomeni naturali;

- considerare i bisogni dei bambini e rispettarli;

- promuovere la salute fisica, il movimento, la motricità;

- trasmettere gioia per la vita;

- preparare alla responsabilità diretta del bambino;

- promuovere esperienze idonee all’attivazione della percezione sensoriale globale;

- Favorire l’apprendimento globale e il gioco libero;

- sperimentare lo scorrere del tempo e il silenzio;

- promuovere la convivenza e la condivisione.

Come detto, il processo di insegnamento-apprendimento nelle scuole nel bosco avviene prevalentemente fuori dalla classe, contesto in cui la percezione sensoriale si espande in quanto sottoposta ad una pluralità di stimoli e spinte. Nel bosco, entrano in gioco gli odori (profumi e puzze), i suoni (canti di uccelli, ronzii di api, soffio del vento, il silenzio, ecc.), la possibilità di toccare diversi tipi di superfici e elementi (dal ruvido tronco di un albero, alla morbidezza di un petalo di rosa), il gustare frutti maturi o ancora acerbi e il vedere una infinita varietà di forme, colori ed esseri viventi e non viventi. Il bosco, e il contatto con la natura in generale, sembra favorire un apprendimento di tipo reticolare che porta il bambino ad indagare e conoscere con un metodo che per molti versi coincide con quello scientifico. Attraverso esperienze ripetute, controlli diretti e verifiche, il bambino sperimenta diverse attività e si relaziona con l’ambiente in chiave affettiva, cognitiva e immaginativa. […]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Dai banchi ai campi. L’Outdoor Education come esperienza educativa e pratica didattica

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Informazioni tesi

  Autore: Filippo Facco
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze della Formazione Primaria
  Relatore: Marina Santi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 102

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Parole chiave

competenze
educazione ambientale
natura
improvvisazione
progettazione educativa
outdoor education
scuola nel bosco

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