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Terminologia elettronica in francese e italiano

Caratteristiche linguistiche dei termini elettronici

Una lingua non può sottrarsi all’evoluzione della società. I cambiamenti politici, economici, sociali e demografici dentro una società influenzano la lingua di tale società. I cambiamenti di lingua si manifestano diversamente da una società all’altra. Per Cabré “plus grand est le pouvoir économique et politique d’une société, meilleures seront les possibilités pour sa langue d’être forte et de prendre de l’expansion.” (Cabré, p. 275).
La linguistica si concentra essenzialmente sulla descrizione della competenza linguistica. I linguaggi specialistici presentano una serie di caratteristiche di tipo linguistico. Dal punto di vista linguistico esaminiamo le caratteristiche morfologiche, lessicali, sintattiche e semantiche del linguaggio dell’elettronica.
Dato che la terminologia rientra nel sistema lessicale, i termini osservano le stesse regole di costruzione della frase e di costruzione del discorso che le altre unità della lingua. “Si on accepte alors la proposition selon laquelle la terminologie est une partie intégrante du système lexical d’une «grammaire», les termes sont des signes qui peuvent être analysés linguistiquement de trois points de vue différents: formel (la dénomination), sémantique (le concept) et fonctionnel (la catégorie et la distribution). (Cabré, p. 150). ). I termini sono dunque unità grammaticali di tre dimensioni (formale, concettuale e funzionale) che fanno parte di un sistema grammaticale.
Non studiamo i termini elettronici francesi e italiani dal punto di vista formale. Il termine, come anche la parola della lingua comune, è un insieme fonologico che si presta all’articolazione fonetica e alla rappresentazione grafica. Dal momento che sul livello formale le lingue specialistiche non si differenziano dalla lingua generale, non prendiamo in considerazione gli aspetti fonetici, fonologici e grafici dei termini.

I termini elettronici dal punto di vista morfologico
Il morfema è l’unità la più piccola del sistema linguistico che racchiude un aspetto formale e un aspetto semantico ed è anche un’unità distribuzionale nel discorso. Dal punto di vista morfologico la struttura interna del termine è costituita da morfemi le cui relazioni permettono spesso di stabilire il senso. La morfologia della lingua specialistica non usa risorse specifiche diverse dalla lingua comune.
Nelle parole composte l’analisi morfologica isola facilmente l’incatenamento dei morfemi. L’analisi morfologica sincronica fondata sulla motivazione, classifica gli elementi costitutivi delle parole in tre categorie: la base provvista di un valore denominativo, gli affissi (prefissi e suffissi) i cui significato è relazionale e gli elementi non analizzabili oggi come morfemi (es.: F -aume in royaume).
La lingua specialistica è caratterizzata da una morfologia composita. Per la formazione di nuove parole per mezzo della derivazione e per la loro comprensione è importante la motivazione morfologica, cioè il fatto che in seno a una parola si riconoscono vari morfemi, unità minima distintiva in una parola, p.e. F échantilloner, rayonnement, redresseur, serpentement, transconductance, I campionare, irraggiamento, raddrizzatore, serpeggiamento, transconduttanza. Nella formazione di nuovi termini si usano formanti del greco antico, latino e inglese.
I termini si possono classificare dal punto di vista formale secondo il numero di morfemi e così possono essere termini semplici o complessi: p.e. F filtre – filtration, limite – limiteur, paire – parité, pôle – polarisation, temps – temporisateur, I filtro – filtrazione, limite – limitatore, paio – parità, polo – polarizzazione, tempo – temporizzatore.
Secondo i tipi di morfemi che intervengono nella formazione dei termini complessi, i termini possono essere derivati o composti. Derivati: F décodeur, encapsulage, programmable, I decodificatore, incapsulamento, programmabile; composti: F microélectronique, phasomètre semiconducteur, I microelettronica, fasometro, semiconduttore.
Nella terminologia elettronica troviamo frequentemente un fenomeno chiamato da Mortureux “la récursivité”, cioè “la possibilité de répéter la même opération sur le résultat qu’elle vient de produire; tout mot construit peut donc fonctionner à son tour comme base de dérivation, voire de composition” (MORTUREUX, Marie-Françoise: La lexicologie entre langue et discours, Paris, SEDES, 1997, p. 23). Es.: F télé + (infor)matique → télématique, conduire → conductance → transconductance, phase → déphaser → déphasage, I tele + (infor)matico → telematico, condurre → conduttanza → transconduttanza, fase → sfasare → sfasamento.
Studiando i termini elettronici abbiamo osservato una particolarità di carattere morfologico: a differenza del francese, dove il plurale dei nomi stranieri viene formato aggiungendo la -s finale, l’italiano prevede che questi rimangano invariati al plurale. Malgrado ciò si nota una certa tendenza a formare erroneamente il plurale secondo le regole della lingua d’origine, es.: chip sing. – chips pl.

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Terminologia elettronica in francese e italiano

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Informazioni tesi

  Autore: Beata Ollos
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e Letterature Straniere
  Relatore: Marie-Berthe Vittoz
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 200

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