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Ecomusei e sviluppo locale: l'ecomuseo dei comuni dell'est Ticino

Ecomusei e democrazia

Ciò che rende affascinante l’idea dell’ecomuseo è il fondamentale ruolo giocato dalla comunità, che costruisce e racconta la sua storia ed elabora attraverso essa il progetto.

Il coinvolgimento della popolazione nella raccolta, catalogazione, studio e divulgazione all’interno dell’ecomuseo, porta gli studiosi ad un’altra riflessione critica sugli “interessi della collettività locale”.

Oltre a luogo di recupero della memoria, ricostruzione dell’identità, l’ecomuseo diventa laboratorio di riflessione sui problemi e sulle prospettive di sviluppo locale del territorio e sulle sue trasformazioni, che interessano anche il paesaggio.

La comunità è composta però da singoli attori portatori di interessi particolari, che nello specchio ecomuseale riflettono un mosaico di culture individuali: dal confronto e dalla partecipazione perciò può ragionevolmente scaturire collaborazione ma anche conflitto.

L’aspetto ideale dell’approccio bottom-up ribalta, in ogni caso, le parti di chi, generalmente, subisce qualsiasi tipo di iniziativa locale e che ora attraverso l’ecomuseo può partecipare volontariamente al potere e alla ri-costruzione del territorio culturale.

La co-progettazione e la partecipazione vanno quindi molto al di là della comune ed auspicabile cooperazione locale: l’ecomuseo è un luogo a servizio della popolazione, ma da essa concepito e creato. Una iniziativa imposta dall’esterno negherà perciò le originali intenzioni dell’ecomuseo.

La partecipazione locale e le esigenze di contenuti scientifici affidabili, auspicabili nel progetto-ecomuseo, convergono tuttavia con difficoltà. Idealmente l’ecomuseo è un meraviglioso strumento di democrazia diretta che porta ad un reciproco scambio, al dibattito e ad un confronto costruttivo per la soluzione di problemi comunitari.

La sorte della comunità viene decisa dagli stessi attori locali che decidono di gestire coscientemente il proprio presente e il proprio futuro attraverso la valorizzazione del patrimonio. Alcuni metodi per stimolare il coinvolgimento e la partecipazione nell’ecomuseo sono:

- le parish maps, letteralmente “mappa di parrocchia” o mappe culturali, non sono semplici linee sulla carta ma sono custodi della memoria della comunità e dei suoi luoghi.

La tecnologia svuoterebbe queste mappe di quelle conoscenze puntuali dei luoghi, quelle espressioni della vita locale che tanto colorano la storia e la cultura di una comunità. Le memorie collettive, le azioni e le relazioni diventano elementi di arricchimento della mappa stessa.

La mappa non è fine a se stessa, ma rappresenta un percorso comunitario che comporta coinvolgimento, ricerca e impegno; uno strumento creativo che è in grado di rinsaldare e ricostruire il legame fondamentale tra le persone e i luoghi. è uno strumento tramite il quale una comunità disegna i contorni del proprio patrimonio.

L’idea delle parish maps nasce in Inghilterra quale frutto della felice intuizione di Common Ground, un’associazione che, prima tra tutte, scelse di dedicare le proprie energie alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio locale attraverso il coinvolgimento attivo delle comunità locali.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Ecomusei e sviluppo locale: l'ecomuseo dei comuni dell'est Ticino

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Informazioni tesi

  Autore: Valentina Condorelli
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Turismo e cooperazione
  Relatore: Lorenzo Bagnoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 138

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