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Ucwalmicw T'micw, la nostra terra: dinamiche di gestione fondiaria dei territori indigeni in British Columbia

Gli anni Ottanta: definire gli Aboriginal Rights

Per i diritti degli Indigeni, all'interno della cornice Canadese, gli anni Ottanta si dipanano nel dibattito sulla nazionalizzazione della Costituzione. Fino al 1982, il Canada era di fatto una colonia dell'Impero britannico, soggetta ai dettami del British North America Act del 1867, con poteri amministrativi pieni, ma senza la possibilità di apportare modifiche a quella che era di fatto la sua Costituzione, le cui modifiche erano prerogativa del Parlamento britannico. Dopo la nazionalizzazione della Costituzione attraverso il Costitution Act del 1982, il Parlamento del Canada acquisì pieni poteri rispetto alla legislazione sui territori sottoposti. Questo, per le popolazioni indigene, aveva un significato fondamentale, perlomeno a livello legale e di riconoscimento degli Aboriginal Rights e dei Treaty Rights, quei diritti negoziati nel corso di accordi territoriali, o "trattati", considerati dagli Indigeni, a tutti gli effetti, trattati internazionali. Questi diritti, secondo la UBCIC (1980) erano passibili di scomparire, poiché la protezione offerta dalla Corona britannica ai territori indigeni, per proteggerli dall'usurpazione dei Coloni, sarebbe stata eliminata con la nuova carta costituente. Secondo le interpretazioni di diverse organizzazioni per i diritti degli Indigeni (Dunn, 1987), la protezione degli accordi effettuati con i gruppi indigeni bypassò il British North America Act, ed in quanto tale, rimase come da espletare da parte dei funzionari del Governo coloniale in Canada, in nome di una Corona britannica che vincolava i propri funzionari ad onorare i trattati, e gli accordi effettuati con le popolazioni indigene in suo nome (UBCIC, 1980: 9). La conclusione avanzata dalla UBCIC è che sono gli accordi effettuati tra nazioni differenti, l'onere nei confronti delle popolazioni indigene stabilito dal BNA Act, e che dunque solo una legislazione internazionale avrebbe potuto rendere conto della condizione unica dei territori indigeni in Canada. Soprattutto, la UBCIC denuncia la totale mancanza di consultazione con le popolazioni indigene riguardo ad una questione così importante, che minaccia, ancora una volta, la parificazione dei Nativi con i Canadesi, con tutte le regole e gli obblighi (ad esempio di caccia, pesca e raccolta, proprietà privata) ai quali sarebbero potuti essere sottoposti, ed una potenziale giustificazione e dimenticanza del fatto che furono effettuati, in British Columbia, solo una manciata di accordi, problematici, con gli Indigeni, a riguardo dei propri territori. Il risultato di queste obiezioni fu l'aggiunta della sezione trentacinque della Costituzione, che riconosce ed afferma gli "existing Aboriginal and Treaty Rights", con Treaty Rights intendendo i diritti "that now exist by way of land claims agreements or may be so acquired" (Canada, 1982). Questi diritti, non meglio definiti, sono passibili di revisione legale, ed acquisiscono maggiore corposità ogniqualvolta una causa concernente diritti o rivendicazioni degli Indigeni venga impugnata come precedente, e qualora il Governo federale specifichi politiche ufficiali riguardanti gli Aboriginal Title and Rights. Slattery (2007), definisce gli Aboriginal Rights come una serie di diritti, incluso quello territoriale (Aboriginal Title), comprendenti: i diritti generici, quali il diritto alla terra, all'utilizzo delle tecniche di sussistenza, all'autodeterminazione ed all'autogoverno, all'integrità culturale (diritto di praticare la propria religione e parlare la propria lingua); i diritti specifici, da valutare caso per caso, scaturiti in seguito alla firma di accordi, trattati o seguitamente a cause legali. Specifici Aboriginal Rights sono quelli riconosciuti ai Nisga'a nel Nisga'a Final Agreement del 1999, oppure nella decisione finale in Regina v. Sparrow, che riconosce ai Musqueam il diritto alla continuazione delle pratiche tradizionali di pesca, come Aboriginal Right. Gli Ucwalmicw non hanno mai preso parte a cause legali per il riconoscimento dei loro Aboriginal Rights and Title in maniera volontaria. Secondo Hubert Jim, questi diritti sono esplicitati dalla Dichiarazione del 1911 e come tali vanno rispettati. James Douglas Louie, in prima linea nel riconoscimento dei diritti internazionali del popolo Lil'wat al di là della nazione canadese, nel 1984 scrisse, come consigliere eletto Lil'wat, una lettera al Department of Indian Affairs dichiarando la violazione della legge internazionale, e la violazione della sovranità territoriale Lil'wat da parte del Canada, citando la Dichiarazione del 1911, nel passo in cui si afferma che "siamo consapevoli che il governo rivendica il nostro territorio, come tutti gli altri territori in BC, ma noi gli neghiamo questo diritto. Non glielo abbiamo mai concesso, né venduto". Nel 1986 lo stesso afferma che "il Creatore ci ha posto nel nostro territorio, nel diritto all'autodeterminazione. Il nostro diritto all'autodeterminazione è per noi sacro". Martin Sam, anch'egli ex-membro del Consiglio di Banda in qualità di Chief, racconta del tentativo di autogestire l'educazione dei giovani all'interno della Riserva, secondo uno schema che ricorda il documento della UBCIC del 1970, A Declaration of Indian Rights. Negli anni Ottanta, afferma,

abbiamo tentato di costruire il nostro sistema educativo, in modo da non essere costretti ad uscire dal nostro territorio, a competere per trovare un lavoro che offre il loro sistema, sai, loro continuavano a dirci che bisognava possedere un'educazione, che senza educazione non ci sarebbe stato lavoro, e allora perché uscire dal nostro territorio per competere, costruiamo il nostro sistema educativo con cui possiamo convivere! Come costruire una casa, coltivare un orto, cacciare e pescare, raccogliere, parlare Ucwalmicwts... Piuttosto che essere presi a calci nel sedere dal sistema.

Ma queste operazioni si sono rivoltate contro loro stessi, nel momento in cui tentarono di togliere i propri figli dal sistema educativo obbligatorio. Il Indian Act non lascia scampo nel consentire, ancora nel 2012, l'uso della forza nella conduzione dei figli degli Indigeni alle scuole dell'obbligo, tutt'al più, oggi, con personale indigeno ed all'interno della Riserva, ma con il programma che deve essere approvato obbligatoriamente dal Governo federale (Canada, 2011). Martin Sam prese parte, come tutti i miei collaboratori, al blocco stradale del 1990, in solidarietà con le barricate Kanien'kehá:ka (Mohawk) a Kanesatake ("Oka", "Québec").

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Informazioni tesi

  Autore: Enrico Montaletti
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Antropologia
  Relatore: Stefano Boni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 275

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resistenza
antropologia economica
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antropología política
nativi
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