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Due scrittori ribelli negli anni '30. Klaus Mann: ''Kind dieser Zeit'' e Odon von Horvath: ''Jugend ohne Gott''

I giovani degli anni ’20 e ’30. Il loro percorso di formazione

Come vivevano i giovani in Germania negli anni ’20 e come i giovani degli anni ’30? Quale tipo di educazione e di formazione seguivano? Come accennato, con la modernità anche la vita delle persone cambia, soprattutto quella dei giovani. Si aprono nuove possibilità e i giovani sviluppano nuove inclinazioni, tra cui quelle artistiche, nuovi desideri ma anche nuovi caratteri e turbamenti. Il periodo storico preso in considerazione è un periodo ricco di cambiamenti, dagli anni ’20 agli anni ’30 la Germania e la sua storia cambiano profondamente, gli stessi cambiamenti vengono percepiti dai due autori, in particolare da Klaus Mann dato che Ödön von Horváth vive già all’interno della Germania del regime nazista e nell’opera Jugend ohne Gott affronta solo la realtà di questi anni.

Interessante quindi è fornire a questo punto alcune informazioni sul contesto storico e sociale tedesco di questi due decenni. Un ritratto dei giovani si può senz’altro avere attraverso la letteratura, per esempio con le opere che verranno prese in considerazione. Prima però è utile avere qualche informazione oggettiva e generale. Negli anni ’30 i giovani erano profondamente influenzati dalle loro famiglie e dalla scuola, quindi dagli adulti e dalle ideologie del regime. Si registra un cambiamento dei giovani quasi radicale, i giovani smettono di essere giovani e ribelli, quindi liberi, liberi di scegliere e sbagliare.

A differenza dei giovani degli anni ’20 quelli degli anni ’30 venivano subito a trovarsi in contesti e situazioni scelti e decisi per loro già dalla prima adolescenza. Hitler infatti aveva degli obiettivi politici specifici e chiari, uno di questi, il fondamento della sua politica, era la rieducazione delle persone soprattutto dei giovani, ai quali venivano inculcati e proposti determinati tipi di messaggi ai quali non si potevano opporre. Uno di questi era il rifiuto per la cultura stessa, il rifiuto per il senso critico e per il pensiero indipendente e i giovani crescevano privi di anima, con uno sguardo vuoto come quello dei pesci come recita la metafora dell’opera Jugend ohne Gott. Già da giovanissimi, soprattutto a scuola, i ragazzi venivano educati a pensare in modo tedesco e a comportarsi in un determinato modo, veniva formato il carattere dei ragazzi in modo preciso. Ogni giovane faceva parte di un gruppo giovanile statale istituito per loro, a dieci anni un ragazzo entrava nel gruppo Jungvolk, dai 14 ai 18 faceva parte della Hitlerjugend. Le ragazze invece a partire dai 10 anni entravano nelle Jugendmädelbund e dai 14 ai 18 facevano parte della Bunddeutscher Mädel. L’educazione e l’istruzione è regolata dallo Stato, scuola e famiglia potevano non essere sufficienti oppure opposti al regime, lo Stato si preoccupava dell’indottrinamento dei giovani con campi nella natura, escursioni e gite che prevedevano il pernottamento in tenda nei boschi, gite e eventi a tema sportivo, celebrazioni sportive e feste. Attraverso questa serie di iniziative si voleva preparare il giovane ad essere una persona dal carattere forte, reattivo e indipendente, capace di vivere le situazioni più difficili, si trattava del resto di una formazione di tipo militare che aveva anche l’obiettivo di preparare i giovani a essere pronti per far parte di un possibile esercito.

Il giovane veniva educato a essere forte e a essere sempre il migliore, veniva educato a essere superiore agli altri e quindi al concetto di superiorità e di conseguenza a quello di inferiorità, iniziava a pensare che ci fosse anche qualcuno inferiore da sopraffare e da odiare. Tutto questo era ed è stato chiaramente molto pericoloso. Lo stesso Hitler in una sua dichiarazione esprime che il giovane ragazzo non poteva essere delicato o debole in nessun modo, non erano caratteristiche che dovevano appartenergli, al contrario doveva essere coraggioso, forte, dominatore e pronto a tutto.“Wie er sich die ideale Jugend vorstellte, sagte Hitler deutlich in einem Gesprӓch mit H. Rauschning: eine gewaltӓtige, herrische, unerschrockene, grausame Jugend will Ich… es darf nichts Schwaches und Zӓrtliches an ihr sein” . Ma ciò che di più grave viene espresso dal dittatore è che le attività leggere e la cultura fossero superflue e addirittura dannose per un ragazzo.

Nel 1932 il dittatore dichiara qualcosa anche sull’educazione delle ragazze, anche questa specifica per loro, doveva avere degli obiettivi precisi. L’educazione delle ragazze era particolare, veniva data molta attenzione al corpo e alla forza fisica, alle ragazze erano negate e sconsigliate le attività più leggere e culturali, le ragazze quindi perdevano la loro femminilità e la loro essenza. Questo si trova anche nell’opera Jugend ohne Gott. L’obiettivo era quello di rendere la donna una persona forte soprattutto fisicamente ma non doveva comunque perdere il suo ruolo. La donna doveva essere comunque moglie e madre ma proprio per questo doveva essere forte fisicamente e avere un carattere deciso e risoluto, cosciente di sé, per essere, secondo la visione, discutibile, del regime, la madre dei giovani del futuro. Hitler in un suo discorso del 1938 dichiara apertamente gli obiettivi e i metodi dell’educazione per i ragazzi: “… und wenn sie dann nach zwei oder drei oder vier Jahren zurückkehren, dann nehmen wir sie, damit sie auf keinen Fall rückfӓllig werden”.

Il dittatore si esprime con la formula “prendiamo i ragazzi”, “wir nehmen sie”, manifestando apertamente di volersi occupare personalmente di questa fascia di popolazione in modo programmato e preciso, dichiara infatti che i giovani venivano inseriti in un contesto educativo preposto dal regime, il partito o il lavoro nelle Sa, il percorso poteva continuare se il ragazzo non avesse raggiunto la piena coscienza di appartenere ai nazionalsocialisti, avrebbe cosi fatto parte dell’“Arbeitsdienst” per alcuni mesi e poi sarebbe stato inserito nelle “Wehrmacht”. La formazione quindi andava ben oltre la scuola, era regolata e pensata in modo programmato e preciso dal governo. Un’altra dichiarazione dice qualcosa di più sull’educazione delle ragazze, si tratta di una dichiarazione del capo della gioventù ovvero lo “Jugendfuhrer”, il responsabile della formazione giovanile del Reich, von Schirach. Anche le ragazze dovevano avere il senso del dovere e dell’obbligo e quello di dedicarsi alla propria crescita. Nella dichiarazione viene espresso che se i giovani aspiravano a essere sempre più forti e prestanti anche le ragazze volevano essere sempre più belle ma era qui che il governo sentiva di intervenire, il compito del governo era regolare questa voglia di bellezza delle ragazze, la donna doveva essere bella perché doveva essere forte di carattere e in forma fisicamente con una sua identità e risolutezza.

Per questo era importante riservare attenzione al fisico ma soprattutto si dovevano conciliare il benessere del fisico, il proprio spirito e il proprio stato psicologico e per questo era necessario lo sport per le ragazze. L’uomo aggiunge, tristemente, che le donne deboli che trascuravano il loro corpo e il loro benessere non potevano appartenere a quel periodo:“Wie der Junge nach Kraft strebt, so strebt das Mӓdchen nach Schönheit. Aber der BDM verschreibt sich nicht dem verlogenen Ideal einer geschminkten und ӓußerlichen Schönheit, sondern ringt um jene ehrliche Schönheit, die in der harmonischen Durchbildung des Körpers und im edlen Dreiklang von Körper, Seele und Geist beschlossen liegt” . L’organo statale BDM educava le ragazze a essere coscienti delle loro abilità e responsabilità.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Due scrittori ribelli negli anni '30. Klaus Mann: ''Kind dieser Zeit'' e Odon von Horvath: ''Jugend ohne Gott''

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Informazioni tesi

  Autore: Michele Casu
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Facoltà di Studi Umanistici
  Corso: Traduzione e Interpretazione
  Relatore: Helmut Moysich
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 62

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