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Assetti Istituzionali nella salvaguardia della laguna di Venezia: Il Consorzio Venezia Nuova

Il Consorzio Venezia Nuova

Molte voci del dibattito chiedevano una celere realizzazione degli interventi in laguna e, per ottenerla si auspicava l'istituto della "concessione"; queste pressioni unite alle precise prescrizioni e raccomandazioni del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, insieme alla forte selezione che era avvenuta tra le migliori aziende italiane che avevano partecipato all' appalto-concorso e che forti degli studi fatti e delle conoscenze acquisite per la presentazione dei suddetti progetti decisero di consorziarsi per mettere a buon fine e in sinergia le proprie competenze, portarono alla nascita del Consorzio Venezia Nuova: un unico soggetto che riassumeva in sé il complesso delle attività richieste di studio, sperimentazione, progettazione ed esecuzione delle opere di difesa fisica e riequilibrio ambientale.

Il 18 Dicembre 1982 veniva stipulata tra il Magistrato alle Acque ( organo rappresentante lo Stato) per conto del Ministero dei Lavori Pubblici, e il Consorzio una concessione, a seguito della quale quest'ultimo si impegnava ad attuare studi, ricerche, sperimentazioni richieste dal Consiglio Superiore, e a realizzare il tratto centrale dello sbarramento fisso previsto alla Bocca di porto del Lido.

Ma il procedimento seguito per l'assegnazione non ottenne l'approvazione della Corte dei Conti che in data 15 luglio 1983 negava il voto di esecutività al decreto di approvazione della concessione, eccependo che ai sensi delle leggi vigenti " le concessioni di sola costruzione possono essere affidate a trattativa privata [….] solo quando ciò sia espressamente consentito da una norma speciale" mentre normalmente è previsto che "l'affidamento venga previo esperimento di una qualche forma di gara", e che "la concessione considerata non contempla l'esercizio delle opere da realizzare" e quindi "è da ritenersi di sola costruzione".

L'imbarazzante vicenda venne resa pubblica solo grazie all'intervento della Corte dei Conti suscitando notevole scandalo e una polemica presa di posizione di personaggi autorevoli come il prof Bruno Visentini, il quale tra i vari motivi per cui condannare la scelta di un unico concessionario, evidenziava l'incongruità per cui non può essere lo stesso ente che studia, progetta e realizza i manufatti e controlla se stesso.
Le polemiche rimbalzarono in Commissione della Camera che nel ottobre del 1983 deliberava che il Governo entro tre mesi dovesse presentare un rapporto globale sullo stato degli interventi a Venezia e sentire il parere degli Enti locali.

Ma il Ministero non accolse questa decisione e il 24 febbraio 1984, con l'avvallo del Ministro Nicolazzi, venne stipulata tra il Magistrato alle Acque di Venezia e il Consorzio Venezia Nuova, una seconda convenzione aggiustata in modo tale da superare le obiezioni formali mosse dalla Corte dei Conti (ma in sostanza uguale alla precedente), con decreto registrato il 10 marzo 1984.

Le polemiche continuarono, e tra il febbraio e il luglio 1984, vennero presentati numerosi disegni di legge ad integrazione della prima legge speciale. Dopo concitate discussioni e varie mediazioni, il 29 Novembre 1989 si arrivò alla stesura e all'approvazione della seconda legge speciale, la num 798.

Questa nuova legge costituiva la sintesi di un lungo processo attraverso il quale si era giunti a stabilire l'esigenza di affrontare in modo unitario ed organico l'insieme di interventi per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna.

Inoltre stabiliva che questi dovessero "essere volti al riequilibrio della laguna, all'arresto e all'inversione del processo di degrado del bacino lagunare e all'eliminazione delle cause che lo hanno provocato, all'attenuazione dei livelli delle maree in laguna , alla difesa con interventi localizzati delle insulae dei centri storici, e porre al riparo gli insediamenti urbani lagunari dalle acque alte eccezionali, anche mediante interventi alle bocche di porto con sbarramenti manovrabili per la regolamentazione delle maree".

Questo brano è tratto dalla tesi:

Assetti Istituzionali nella salvaguardia della laguna di Venezia: Il Consorzio Venezia Nuova

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Informazioni tesi

  Autore: Clementina Chiari
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2009-10
  Università: Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economiche
  Relatore: Elio Borgonovi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 56

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Parole chiave

venezia
amministrazione pubblica
istituzioni pubbliche
consorzio venezia nuova
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