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Bullismo e Cyberbullismo: Una società violenta?

Il cyberbullismo, definizione e caratteristiche

L’epoca in cui viviamo è un’era caratterizzata da una continua evoluzione degli strumenti tecnologici. Internet e i social network hanno modificato il nostro modo di comunicare, e ormai influenzano la nostra esistenza al punto da aver creato una vita virtuale per niente separata da quella di tutti i giorni.
Il mondo è cambiato, ed è tuttora in continua trasformazione: il progresso ci permette di entrare in una dimensione inesplorata.
Questa “rivoluzione” digitale ha dato vita a degli ambienti espressivi nei quali i giovani hanno la possibilità di sperimentare nuove idee di realizzazione.
Le nuove tecnologie e i nuovi processi di comunicazione non presentano però solo degli aspetti positivi: un elevato utilizzo della rete espone infatti le persone a continui rischi che potrebbero ledere la loro salute psicofisica.
Anche il bullismo prende parte a questa rivoluzione digitale, e cambia volto trasformandosi in quello che gli studiosi definiscono “Cyberbullismo”, vocabolo utilizzato per inquadrare uno tra i più pericolosi e preoccupanti fenomeni che coinvolgono le generazioni del nuovo millennio.
Il termine “Cyberbullismo” è stato utilizzato per la prima volta dai ricercatori nel 1999. Gli studiosi non hanno trovato un consenso riguardo una sua definizione ufficiale, sebbene differenti descrizioni vadano ad evidenziare l’utilizzo della tecnologia digitale da parte del bullo per danneggiare ripetutamente l’immagine di una vittima ben definita. Se volessimo dare una definizione di Cyberbullismo, potremmo indicare il fenomeno come un insieme di atteggiamenti che portano un determinato soggetto ad alienarsi dalla comunità di appartenenza. Tutto questo processo avviene tramite l’utilizzo e la diffusione da parte del cyberbullo di foto, video, pettegolezzi riguardo fatti reali o inventati.
Patchin e Hinduja definiscono il Cyberbullismo come “la messa in atto di azioni mirate a danneggiare intenzionalmente una persona tramite l’utilizzo di un computer, un telefono, o altri dispositivi elettronici.”
La natura cybernetica di questo fenomeno rende la percezione della gravità delle azioni da esso derivanti davvero limitata. Di conseguenza il Cyberbullismo viene preso in considerazione con molta superficialità dagli adolescenti e dalle famiglie, le quali prendono sotto gamba la situazione, non tenendo conto dei rischi a cui espongo i propri figli.

Le caratteristiche principali del cyberbullismo sono:
1) Pervasività: la rete concede al bullo la possibilità di “infiltrarsi” all’interno delle abitazioni delle vittime, così da perseguitarle in ogni momento della sua vita tramite l’utilizzo di messaggi intimidatori, foto e video mirate a ledere la sua immagine. Questa “versione” digitale del bullismo, a differenza di quello tradizionale che è un fenomeno per lo più scolastico, consente al bullo di sfruttare i vantaggi di Internet per diffondere le proprie azioni nel cyber spazio.
2) Mancanza del feedback emotivo: il cyberbullo, non avendo a che fare in maniera diretta con la sua vittima, non è consapevole totalmente del danno che arreca. Tutto ciò lo rende ancora più aggressivo e senza un minimo di autocontrollo;
3) Persistenza del fenomeno: uno spot di sensibilizzazione lanciato dall’associazione “Pepita Onlus” nel 2015 recita “Su internet è per sempre”. Questa frase descrive al meglio la persistenza del cyberbullismo nel tempo: il materiale diffuso sui vari social network infatti, può rimanere disponibile per un lungo lasso di tempo.
4) Spettatori infiniti: le persone che possono assistere ad atti di cyberbullismo sono un numero potenzialmente infinito, essendo la diffusione di contenuti incontrollabile.
5) Facile accessibilità: chiunque può compiere atti di cyberbullismo. Ciò che occorre è uno smartphone o un computer, e una connessione internet.
6) L’anonimato: permette al cyberbullo di mantenere la propria identità senza esporsi in prima persona. Inoltre questa caratteristica favorisce la messa in atto di condotte che molto probabilmente nella vita reale il cyberbullo non avrebbe il fare.
Un’altra possibilità che l’anonimato concede è la possibilità a chi è sempre stato una vittima di bullismo nel “mondo reale” di ribaltare la situazione, indossando i panni del cyberbullo.

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Questo brano è tratto dalla tesi:

Bullismo e Cyberbullismo: Una società violenta?

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Grosso
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2019-20
  Università: Università Telematica "E-Campus"
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Armando Palmegiani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 51

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Parole chiave

psicologia
scuola
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tesi
hikikomori
cyberbullismo
scienze e tecniche psicologiche

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