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Stress interattivo nel bambino di quattro mesi di vita. Reattività vagale e regolazione socioemozionale nel corso del paradigma still-face

Il nervo vago, caratteristiche anatomo-funzionali

L’azione colinergica del sistema parasimpatico è mediata da quattro nervi cranici (III, VII, IX e X) e, tra questi, ricopre un ruolo fondamentale il decimo, il nervo vago, tanto che il Sistema Parasimpatico è denominato anche Sistema Nervoso Vagale.
Il nervo vago, origina dal solco laterale posteriore del bulbo e fuoriesce dalla cavità cranica attraverso il foro giugulare e, a questo livello, sono annessi al nervo il ganglio giugulare e il ganglio nodoso. Successivamente esso attraversa il collo, il torace, il diaframma, e termina nella cavità addominale innervando direttamente un serie di organi (ad esempio il cuore). L’azione del vago può essere specifica su un singolo organo bersaglio senza essere necessariamente generalizzata. Lungo il suo decorso il vago emette numerosi rami nervosi collaterali, come il nervo auricolare, che raccoglie la sensibilità della conca dell’orecchio o i nervi che raggiungono faringe e laringe.
Il nervo vago è un nervo misto (composto da fibre motrici e fibre sensitive) e rappresenta un complesso sistema bidirezionale, con segnali afferenti ed efferenti, che consente mediante un sistema di feedback dinamico tra il controllo centrale e gli organi target di mantenere l’omeostasi.
Già Darwin, nei suoi studi relativi all’espressione emotiva nell’uomo e negli animali, comprese l’importanza della comunicazione bidirezionale tra encefalo e attività cardiaca, mediata dal nervo allora denominato “pneumogastrico” (Darwin, 1872):
"quando la mente è eccitata fortemente, potremmo aspettarci che all'istante agisca direttamente sul cuore; ciò che è universalmente noto e accettato. Anche Claude Bernard ripetutamente insiste, ciò che merita una speciale attenzione, che quando il cuore è stimolato esso reagisce sul cervello; e lo stato del cervello reagisce a sua volta sul cuore tramite il nervo pneumogastrico; si avrà in tal modo una reciproca azione e reazione tra questi che sono i due più importanti organi del corpo" (p.69).
La posizione di Darwin risulta particolarmente interessante in quanto mette in luce due considerazioni fondamentali: in primo luogo che il feedback del vago al cervello è indipendente dal midollo spinale e dal sistema nervoso simpatico e, in secondo luogo, che il vago riveste un ruolo importante nell’espressione delle emozioni (Porges, 1995), aprendo così un punto di connessione tra il funzionamento fisiologico e quello psicologico.
L’innervazione dai nuclei neurali centrali verso le strutture periferiche è divisa in due differenti ramificazioni; alcune fibre motorie del vago originano nel nucleo ambiguo e regolano i muscoli striati del viso e della testa, i muscoli cardiaci e lisci del cuore e dei bronchi. Altre fibre partono dal nucleo dorsale motore e regolano gli organi viscerali sotto il diaframma, compreso il tratto digestivo.
Gli impulsi afferenti dalla periferia giungono al nucleo del tratto solitario del midollo, dal quale si distaccano circuiti neurali diretti ad altre aree nel cervello frontale e nel tronco encefalico. Nei testi classici di neuroanatomia e neuropsicologia (Truex, Carpenter, 1969; Williams, 1989) si sono soffermati sui nuclei dorsali motori del nervo vago, tralasciando le importanti funzioni connesse ai circuiti che originano nel nucleo ambiguo. Il ruolo del nucleo ambiguo è importante per lo studio dello stress e dell’espressione emotiva mediata dal vago. Le fibre che originano da questa sede raggiungono il nodo seno-atriale (Hopkins, 1987), che controlla il battito cardiaco, e la laringe per la regolazione dell’intonazione vocale. I bambini sottoposti a stress acuti, come procedure mediche dolorose, mostrano un pattern di risposta caratterizzato da un aumento della frequenza cardiaca e da vocalizzazioni marcate (urla, pianto) accompagnati, dal punto di vista fisiologico, dal ritiro della stimolazione vagale attraverso il nucleo ambiguo.
Diversi contributi hanno approfondito la relazione tra attività vagale e sviluppo infantile.
L’attività vagale di base è correlata positivamente con l’età, dimostrando una normale maturazione del sistema nervoso autonomo (Longin, Gerstner, Schaible, Lenz e Konig, 2006; Sahni, Schulze, Kashyap, Ohira-Kist, Fifer e Myers, 2000). E’ stato osservato come bambini nati pretermine esibiscano un tono vagale di base più basso rispetto ai bambini nati a termine, tali livelli più bassi sono stati ritenuti indicatori di difficoltà nello sviluppo socio-emotivo (DiPietro, Caughy, Cusson & Fox, 1994; Doussard-Roosevelt, Porges, Scanlon, Alemi, & Scanlon, 1997; Fox & Porges, 1985; Porges,1995).
La regolazione vagale dell’attività cardiaca è stata quindi utilizzata come fattore predittivo per bambini in condizione di rischio evolutivo, tra cui bambini pretermine con basso peso alla nascita. Gli studi citati convergono nell’attribuire a valori più alti di attività vagale, migliori abilità sociali, cognitive e motorie.

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Stress interattivo nel bambino di quattro mesi di vita. Reattività vagale e regolazione socioemozionale nel corso del paradigma still-face

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Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Giusti
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Renato Borgatti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 90

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