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La relazione tra Creatività ed uso di Cannabis: un approfondimento empirico

Il THC e la creatività artistica

Nel mondo dell'arte, la cultura della droga ha avuto molti profeti, molti teorici e molti praticanti, in quanto è spesso stata vista come mezzo per allentare i freni inibitori e liberare la creatività dal vincolo del razionalismo.

Arte e droga
Senza cadere necessariamente nello stereotipo del “genio e sregolatezza” e nel mito dell'artista maledetto, è di comune pensiero il fatto che il binomio droga-creatività ricopra un ruolo di un certo spessore per quanto riguarda la produzione artistica: dall’arte visiva alla musica, fino alla letteratura. Questo luogo comune deriva dalla credenza che gli artisti non abbiano particolari preclusioni mentali o aprioristici tabù sull'uso di droghe leggere, o anche veri e propri stupefacenti.

Ovviamente ciò non significa che tutti gli artisti consumino sostanze, tuttavia in molte epoche alcune categorie di artisti hanno fatto ampio uso di droghe: per esempio, è noto come il consumo di marijuana fosse molto diffusa in Louisiana e in maniera specifica nella New Orleans degli anni '20, quando cominciava a nascere il jazz nei circoli e nei ghetti della gente di colore. L’uso della cannabis ha favorito l’ispirazione necessaria per la realizzazione delle proprie opere, anche in personaggi conosciuti e di grande cultura, come Charles Baudelaire, Theophile Gautier, artista poliedrico e visionario cui Baudelaire dedicò “Les Fleur du mal”, il pittore Fernand Boissard Balzac, ma anche in filosofi di spicco come Kant.

La creatività artistica è una delle più profonde e nobili manifestazioni delle capacità cognitive umane. La relazione vigente fra sostanze in grado di modificare lo stato di coscienza, la loro assunzione e l’espressione della creatività è stata quindi un argomento di interesse particolare nel corso dei secoli. L’attenzione riguardo il dibattito sulla relazione fra droghe e creatività artistica ha recentemente ripreso vigore sullo sfondo delle nuove conoscenze acquisite riguardo gli effetti delle droghe su specifiche strutture del sistema nervoso centrale, e delle relative interazioni a livello molecolare. Effettivamente, l’utilizzo di sostanze psicoattive come tramite per aumentare la capacità creativa artistica umana ha una lunga storia. Alcune sculture, rinvenute in America Centrale, fanno pensare che già nel 1500 a.C. l’uso di funghi allucinogeni da parte dell’artista fosse considerato un mezzo per ricevere l’ispirazione divina, e la creazione di numerosi dei dipinti rupestri delle prime antiche popolazioni indiane del Sud-Ovest degli Stati Uniti è stata attribuita all’utilizzo di sostanze psichedeliche. Riferendoci a tempi a noi più prossimi, i poeti romantici all’inizio dell’Ottocento descrivevano le proprie esperienze introspettive avvenute sotto l’influenza di diverso sostanze, mentre gli orientamenti di varie correnti artistiche negli anni ‘60 e ‘70 hanno portato sotto i riflettori l’uso delle droghe e la loro influenza sulle capacità artistiche e creative. Lo scrittore Aldous Huxley ha persino sostenuto che l’arte del XX secolo sarà ricordata per l’impatto e le conseguenze che su di essa hanno avuto i farmaci allucinogeni (1954).

L’interesse per la droghe come strumento utilizzato per facilitare le capacità creative dell’individuo deriva principalmente dall’abbondanza di constatazioni da parte di artisti che hanno percepito un miglioramento nelle loro capacità creative a seguito del consumo di diverse sostanze, fra cui la dietilammide dell’acido lisergico (LSD), i cannabinodi, appunto, e varie sostanze allucinogene di origine naturale, tra le quali la psilocibina e la mescalina. L’analisi oggettiva di tali osservazioni soggettive non è però una meta di facile raggiungimento, ed è necessaria un’attenta analisi rigorosamente controllata e sistematica per valutare se e come l’assunzione di alcune sostanze costituisca realmente un mezzo per aumentare le capacità creative e l’introspezione estetica, ed in che modo questi fattori si riflettono sulla qualità della produzione artistica.

Questo brano è tratto dalla tesi:

La relazione tra Creatività ed uso di Cannabis: un approfondimento empirico

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Informazioni tesi

  Autore: Valentina Rosone
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Marcello Gallucci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 69

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Parole chiave

creatività
somministrazione
intuizione
cannabis
creativity
marijuana
setting naturalistico

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