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Uso dei dolcificanti e complicanze di Diabete di tipo 2

Impatto dei dolcificanti artificiali sul controllo glicemico in soggetti sani

Il professor Richard Young dell'Università australiana di Adelaide tratta durante il congresso europeo Easd, la società europea per lo studio del diabete, tenutosi lo scorso 13 Maggio 2018, vari interessanti temi, tra i quali proprio gli effetti di un abuso di dolcificanti artificiali (una combinazione di dolcificanti tra cui acesulfame k e sucralosio) su un soggetto sano; si dice convinto che negli ulteriori approfondimenti che seguiranno il risultato non sarà diverso. Diapositiva dopo diapositiva, lo sintetizza così: il consumo consistente di dolcificanti artificiali al posto dello zucchero può aumentare il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 poiché questi possono modificare la risposta del nostro organismo al glucosio. Infatti, lui afferma che indipendentemente dal peso, un alto consumo di dolcificanti (contenuti principalmente nelle bevande tipo coca cola, soda, bevande energetiche per sportivi) è associato un aumento della HbA1C, dell’assorbimento di glucosio, della glicemia dopo OGTT, ed invece una riduzione del GLP1 e a quanto pare anche ad una modifica di un ceppo di batteri della nostra flora intestinale. Al contempo nega le sufficienti prove che giustifichino una correlazione esistente tra consumo di dolcificanti e una maggiore predisposizione al cancro.
A dire la verità questo australiano non è il primo studio a sostenere che nei consumatori abituali di quantità consistenti di dolcificanti a zero calorie il rischio di ammalarsi fosse aumentato, anche se non era ancora stato spiegato il meccanismo. Del resto gli esperti in scienza dell'alimentazione lamentano anche che questi prodotti - a fronte di un taglio calorico non così consistente - abituano il palato ad un gusto sempre più dolce - considerato che molti di loro sono centinaia di volte più dolci dello zucchero - facendo sì che poi ci si abitui e si chiedano prodotti complessivamente più dolci.

Tornando allo studio: sono stati indagati 40 soggetti sani: a 20 sono stati dati in compresse 92 mg di sucralosio e 52 di acesulfame-K, in un dosaggio paragonabile a circa 1,2-1,5 litri di una bevanda dolcificata al giorno; ad altri venti una pillola placebo. Le pillole sono state somministrate tre volte al giorno prima dei pasti e per le due settimane di durata dello studio. Alla fine delle due settimane previste dallo studio, supportato da Diabetes Australia e dal National Health & Medical Research Council Australia, i soggetti sono stati sottoposti ad esami per misurare la glicemia, l'assorbimento di glucosio, i livelli di insulina e gli ormoni intestinali.
I ricercatori hanno trovato che la supplementazione con i Nas (non caloric artificial sweeteners) per due settimane aveva portato a questi risultati:
- Un gruppo dopo le due settimane mostrava un'emoglobina glicata uguale alla misurazione effettuata prima dello studio;
- Il 20% mostrava dopo le analisi un’emoglobina glicata aumentata.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Uso dei dolcificanti e complicanze di Diabete di tipo 2

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Valentini
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Dietistica
  Corso: Dietista
  Relatore: Simona  Frontoni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 63

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Parole chiave

diabete
obesità
dolcificanti
insulina
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