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La privacy in Internet: il controllo delle masse

In difesa della teoria di Snowden

Che la N.S.A., la C.I.A., il GCHQ ed altre agenzie di intelligence operino in modo poco etico o addirittura illegale non è in discussione, non è in discussione neanche il fatto che, queste stesse agenzie, siano formate da personale altamente qualificato e dotato, in alcuni ambiti, di competenze superiori alla media. Edward Snowden ha fatto parte di questi sistemi per diversi anni, nonostante la sua giovane età, dopo aver superato diversi test selettivi e rigide prove d'ingresso sia psicologiche che attitudinali, ragion per cui egli non può essere considerato un folle o uno squilibrato che per pura pazzia o per una forma di ripicca abbia messo a repentaglio la sua vita dando fine alla sua carriera professionale senza un motivo fondato. Una storia simile da citare è quella di Bradley Manning, accusato di aver divulgato migliaia di documenti riservati durante il suo incarico di analista informatico in Iraq e di averli condivisi con l'organizzazione WikiLeaks. Questi è stato arrestato poiché imputato di svariati reati contro la sicurezza nazionale e successivamente è stato detenuto in condizioni considerate lesive dei diritti umani. Nel 2011 e nel 2012 è stato candidato al Premio Nobel per la Pace.
Anche in base a questo, è più logico pensare che tra gli oltre 40.000 impiegati diretti della N.S.A. e più di 850.000 in tutto il mondo legati indirettamente all'agenzia americana (divisi tra contractor, esperti di terrorismo e sorveglianza), possa esserci almeno una persona che non riesca a riempire i propri sensi di colpa, scaturiti dalla propria professione, con la corposa retribuzione percepita per le mansioni svolte all'interno di questi "sistemi". E' opportuno citare nuovamente le sue parole: «Non voglio vivere in un mondo dove tutto quello che faccio e dico viene registrato. Ho deciso di rivelare tutto senza nascondermi dietro l'anonimato perché detesto il segreto".
Edward lascia il primo maggio la sua postazione di lavoro delle Hawaii (USA) dopo aver ottenuto dalla N.S.A. un permesso per cure mediche, si imbarca per Hong Kong il 20 maggio ed il Guardian pubblica il primo articolo il 5 giugno. Snowden esce allo scoperto solo il 9 giugno del 2013, dopo diversi giorni in cui i principali quotidiani di importanti capitali del mondo avevano cominciato a narrare i fatti da egli divulgati. Viene formalmente accusato il 14 giugno in Virginia di tre reati: furto di proprietà del governo, comunicazione non autorizzata di informazioni sulla difesa nazionale, e pubblicazione di materiale classificato. Il 23 giugno lascia Hong Kong per dirigersi a Mosca, dove passerà diversi giorni nella zona di transito dell'aeroporto moscovita, in attesa di risposta alla sua richiesta di asilo politico alla Russia, arrivato verso la fine di luglio.
Il sostegno maggiore che ha ricevuto Snowden è arrivato dall'organizzazione che è alle spalle di WikiLeaks, essa ha infatti fornito un aiuto legale importante al giovane tecnico informatico tramite le prestazioni 24 ore su 24 di uno degli avvocati di fiducia di Assange: Anna Harrison. Dal 9 giugno ad oggi, inoltre, sono state organizzate diverse manifestazioni per le strade delle più importanti città del mondo che hanno offerto solidarietà all'ex dipendente della N.S.A. Molte sono state anche le associazioni per la tutela dei diritti umani che hanno preso parte attiva in difesa di Snowden. La direttrice del programma Politiche e Diritto Internazionale di Amnesty International ha dichiarato: «A quanto pare, Snowden è stato incriminato essenzialmente per aver rivelato azioni illegali, del suo governo e di altri governi, che violano i diritti umani», e la stessa Organizzazione ha chiesto pubblicamente al governo Usa di non sottoporre a procedure giudiziarie chi riveli informazioni sulle violazioni dei diritti umani commesse da un governo, perché, come in questo caso, tali azioni di denuncia difendono direttamente il diritto alla privacy, all'informazione e alla libertà d'espressione. Il 12 luglio Sergej Nikitin, dopo aver incontrato all'aeroporto Sheremetyevo di Mosca Edward Snowden, ha dichiarato: «Abbiamo ribadito di persona il nostro sostegno a Edward Snowden. Continueremo a fare pressione sui governi perché rispettino i suoi diritti, compreso quello, irrinunciabile, a chiedere asilo ovunque desideri. Ciò che egli ha rivelato è palesemente di interesse pubblico e le sue azioni sono giustificate». Non solo Organizzazioni del calibro di Amnesty International si sono interessate al caso ed hanno preso le difese della "talpa", Snowden ha infatti ricevuto un premio da parte della Transparency International ad inizio novembre 2013 per il coraggio e la lealtà dimostrata. Il commento dato nel quotidiano tedesco Der Spiegel del 4 novembre a seguito della premiazione è chiarissimo: «I cittadini devono combattere contro la volontà di nascondere informazioni su questioni di importanza fondamentale per il pubblico. Coloro che dicono la verità non stanno commettendo alcun crimine. Abbiamo il dovere morale di assicurare che le nostre leggi limitino i programmi di sorveglianza per la protezione dei diritti umani. Non vi può essere interesse pubblico nel perseguitare giornalisti e cittadini che evidenziano manipolazioni nel sistema» ed altrettanto chiara è la posizione che prende la stampa italiana in merito alla vicenda che ha visto protagonista l'ex agente della N.S.A., in un articolo pubblicato nello stesso 4 novembre sul quotidiano "La Stampa" si legge: «Edward Snowden è l'uomo più "desiderato" dagli Stati Uniti perché è grazie a lui che ha ripreso vigore il dibattito su temi della sicurezza informatica, la privacy e la libertà di espressione. Gli utenti della rete hanno spesso varcato il confine del tecnico per entrare in un contesto più popolare; troppe volte però sono stati dimenticati per poi tornare all'ordine del giorno in certi momenti. Ora pare sia tutto diverso con il focalizzarsi dell'attenzione mediatica e cittadina sull'importanza di essere protetti su Internet». Nonostante gli Stati Uniti si siano dichiarati, e continuano a dichiararsi in più circostanze, parte lesa, c'è da riconoscere che i governi (seppur alcuni storicamente nemici degli USA) di Russia, Cina, Islanda, Venezuela, Cambogia ed Ecuador principalmente, abbiano operato verso una tutela del diritto alla privacy, anteponendo (forse) agli interessi commerciali e politici quelli dei cittadini. Un risultato, questo, davvero importante per chi sostiene il pensiero di Snowden e ne difende l'azione.

Questo brano è tratto dalla tesi:

La privacy in Internet: il controllo delle masse

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Antenucci
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi dell'Aquila
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Mario Di Gregorio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 70

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