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Governo dell'epidemia e linea della razza

Influenza aviaria, Influenza suina e SARS 

Alfani e Melegaro denominano “Età dell'influenza” il periodo inaugurato dalla Spagnola nel 1918 e seguito dall'influenza aviaria, dalla SARS e dall'influenza suina. L'inizio del XXI secolo fu infatti segnato dalla SARS e dall'influenza aviaria: nel febbraio del 2003, Liu Jianlun – professore di medicina – soggiornò in un hotel di Hong Kong durante un viaggio d'affari e, curando alcuni suoi pazienti, si contagiò di un virus ancora sconosciuto. Di lì a pochi giorni, l'Oms dichiarò l'allarme globale per la diffusione della SARS: una sindrome respiratoria acuta grave con sintomi quali febbre alta, tosse secca, diarrea e malessere generale. I primi focolai della malattia però si verificarono nel novembre del 2002 nella provincia cinese del Guandong. Il governo cinese oscurò l'informazione all'OMS sino al febbraio dell'anno dopo e per questo si attirò molte critiche da parte degli altri paesi. L'attenzione poi dei media nei confronti della SARS fu spropositata rispetto alla reale pericolosità della malattia, ciò generò una reazione emotiva forte da parte della popolazione -soprattutto in Italia. Una conseguenza diretta fu l'elusione dei ristoranti cinesi e asiatici con conseguenze economiche drastiche. La paranoia poi, come se non bastasse, non si riversò solamente verso quei paesi colpiti dall'epidemia, ma anche nei confronti di località estranee all'allarme sanitario come il Giappone, la Cambogia, la Birmania. Nel giugno del 2003 l'incubo chiamato SARS – come annunciato dall'OMS – aveva raggiunto il suo apice e fu quindi seguito da un allentamento dei controlli. 
Nel 1997, poco dopo l'identificazione di H5N1 – un sottotipo del virus influenzale di tipo A – in un'oca d'allevamento del Guandong, si registrò un caso di contagio dell'influenza aviaria da volatile a essere umano: 18 persone furono contagiate ad Hong Kong. Nel febbraio 2003 poi, altri due casi furono registrati sempre ad Hong Kong e nel giro di qualche mese furono individuati focolai in Giappone, Corea, Vietnam, Cina, Russia. Solo nel 2005 il virus sbarcò per la prima volta in Europa, precisamente in Turchia. Come per la SARS poi, i mass media amplificarono la portata del problema sanitario dando adito a comportamenti illogici come nel caso dell'Italia: a seguito del diffondersi della notizia del virus, anche se ai dati di fatto vi era stato solo un contagio animale di cigni, le comunità più colpite in termini di settore del turismo e del ristoro furono nuovamente quelle asiatiche. Malgrado nei ristoranti cinesi venisse apposto un bollino sui polli per indicare la qualità e la provenienza italiana, i clienti nutrivano comunque dei sospetti nei confronti della cucina asiatica. Queste reazioni risultano ancora più incomprensibili se si osserva come in Italia ad oggi non è stato registrato alcun caso umano di influenza aviaria. Nel 2007 l'influenza poi cominciò a dissolversi. 
Nell'aprile del 2009 invece Maria Gutierrez Cruz, abitante di una città del sud del Messico, fu ricoverata all'ospedale con diagnosi di sindrome respiratoria acuta. Subito dopo, due ragazzi californiani furono ricoverati per la stessa sintomatologia presentata dalla donna messicana. Dalle analisi sul cadavere della donna, la comunità scientifica giunse alla consapevolezza che la causa della morte era una variante di origine suina del sottotipo H1N1 del virus influenzale di tipo A. Qualche giorno dopo tale scoperta, i casi aumentarono in diverse parti del territorio messicano. L'OMS comunicò l'allarme del nuovo rischio pandemico e nel giro di pochi giorni l'influenza suina raggiunse il Canada e la Spagna. A maggio dello stesso anno poi, giunse anche in Italia. Il virus, in seguito a mutazione, è divenuto altamente trasmissibile da uomo a uomo, anche se la sua pericolosità rimane bassa. 
Dal punto di vista sociologico poi, Alfani e Melegaro sottolineano l'insorgenza costante della psicosi da contagio durante le innumerevoli epidemie e pandemie che hanno afflitto il mondo e le società. Una tendenza comune è quella sicuramente di incolpare della malattia gruppi specifici. Questo atteggiamento irrazionale altro non è se non un retaggio del passato: difatti quando l'ambiente naturale cambia a causa della comparsa di una nuova malattia, i comportamenti umani subiscono un'alterazione che rappresenta, in questo senso, una parte dell'adattamento della specie al mutare del proprio ambiente. [...]

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Informazioni tesi

  Autore: Francesca Romeo
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Federica  Giardini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 103

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