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La gestione del personale in Fiat

L'era Marchionne dal 2004 alla nascita di FCA

Nonostante i vari tentativi dei vertici per cambiare rotta ed uscire da quel vortice di riduzione delle vendite, dei profitti, della qualità e dell'affidabilità delle vetture, la crisi di fine secolo si accentuò, perpetuando il deficit figlio di una gestione che tendeva all'indebitamento e ai tagli degli investimenti (Ibid.). 
L'aspetto cruciale che segnò quel periodo di difficoltà, ebbe il punto più basso quando la Fiat iniziò a rinunciare alle competenze interne per l'innovazione dei modelli, delegando queste attività ai fornitori, riducendo le parti di un veicolo trattate da Fiat dal 76% al 28%. Nel 2001, la crisi dell'azienda divenne di dominio pubblico quando Testore diede le dimissioni e prese il suo posto Giancarlo Boschetti, con una lunga esperienza nelle attività commerciali e come CEO in Iveco. Il cambio di passo imposto da Boschetti si indirizzò in modo particolare al recupero dei rapporti con la clientela che negli ultimi anni s'incrinarono, passando da una politica di stress del cliente nel tentativo di vendere a tutti i costi, ad una politica di diminuzione della pressione. Un'altra scelta importante fu la progettazione della Nuova Panda e la riorganizzazione della gestione dei tre marchi (Ibid.). 
Gli anni 2003 e 2004 furono segnati da importanti cambi ai vertici che non garantirono un continuum nella governance aziendale per gli obiettivi di risanamento: Boschetti andò in pensione, l'avvocato Agnelli mori e il suo posto fu preso dal fratello Umberto che mancò l'anno  successivo. Il vero cambio di passo si ebbe quando nel 2004 divenne presidente dell'intero Gruppo Montezemolo e Ad Sergio Marchionne (Ibid.). 
Il panorama aziendale che ereditò Marchionne, era profondamente da rinnovare e ricostruire. La produzione era in continua diminuzione sia in Italia che in Europa con ingenti perdite della clientela e diminuzione delle concessionarie. Qualcosa si muoveva solamente in Turchia grazie allo stabilimento di Bursa. Il bilancio era in grave perdita dal 1996 per l'intero Gruppo, le società di rating abbassarono il livello di solvibilità (da A3 a Ba3), ciò che si ripercosse sulle crescenti difficoltà nel recuperare finanziamenti. Gli interventi che Marchionne adottò per far tornare l'azienda a livelli virtuosi furono diversi, iniziando dalla riorganizzazione della governance aziendale del Gruppo, ai rapporti con i partner industriali e finanziari, ai tagli del management e dei costi mantenendo solo le attività ritenute necessarie. Secondo le previsioni, la ripresa si sarebbe dovuta avere dal 2006, anche grazie alle vendite di Fiat Grande Punto e Fiat Panda succedute dai nuovi modelli della 500 e Fiat Linea. Rispetto al marchio Fiat, rimasero indietro Alfa Romeo e Lancia che videro solo dei restyling e i successivi lanci di nuovi modelli come la Lancia Delta e l'Alfa Romeo 147. Grazie a questa virata di gestione, e soprattutto agli incentivi per la rottamazione per i modelli euro 0 ed euro 1, il mercato domestico crebbe nel 2007. Ma se in Italia la situazione migliorava, nei mercati esteri le condizioni erano ancora d'incertezza e difficoltà competitiva (Ibid.). [...]

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La gestione del personale in Fiat

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Informazioni tesi

  Autore: Domenico Parisi
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Fabio Berton
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 68

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