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Profili e Sistemi di Corporate Governance: L'Istituzione di un Codice Globale di Autodisciplina per la Regolamentazione delle società nel mercato Mondiale

L'evoluzione della "Corporate governance"

Il termine "governance", fu coniato per la prima volta dall'autore inglese Chaucer che la definì "una connotazione calzante di assennatezza e responsabilità".
Il termine, successivamente, è stato utilizzato per indicare il momento dell'azione o il metodo di governare ed è in quest'ultima accezione che viene utilizzata in riferimento alle imprese.
Un ulteriore definizione di Corporate governance è stata formulata dagli autori A. Demb e F. F. Neubauer che nella loro opera6 hanno definito la governance come "il processo attraverso cui le società per azioni vengono rese sensibili ai diritti e ai desideri degli stakeholders". Il concetto di processo, cui fanno riferimento gli autori appena menzionati, ne identifica la sua natura soggetta al continuo cambiamento delle aspettative che devono soddisfare gli attori sociali.
Altre considerazioni in merito al concetto della governance sono state espresse dall'autore A. Cadbury, che in una delle sue lezioni dedicate al tema della Corporate governance, afferma che le radici del termine risalgono ai tempi della seicentesca Compagnia delle Indie, mettendo in evidenza come gli organi di gestione sostanzialmente poco si discostavano dalla struttura e dalla funzione dei moderni consigli di amministrazione e dalle assemblee degli azionisti.
Uno studio condotto da La Porta, Lopez-de-Silanes, Shleifer e Vishny ha stabilito l'esistenza di due sistemi di governance. Il primo sistema fa riferimento alla dispersione della proprietà, ad una forte sicurezza dei mercati, a modelli di adesione estremamente rigidi e ad elevata trasparenza del mercato. Questo sistema delinea meccanismi disciplinari per giungere al controllo di una corretta governance.
Il secondo sistema, invece, è caratterizzato da una forte concentrazione proprietaria, composto da gruppi di azionisti che esercitano il controllo, debole sicurezza dei mercati, elevati benefici di controllo privato e una bassa trasparenza e adesione ai modelli di mercato. Il mercato, a differenza del precedente sistema, gioca un ruolo secondario. Il ruolo preminente è occupato dal monitoraggio delle grandi banche. E' evidente come in mercati sempre più globalizzati, le aziende hanno sistemi di governance molto differenti tra loro.
L'elemento di unione che lega questi sistemi è l'adesione alla necessità di competere sui fattori essenziali che connotano l'azienda come sistema ossia il prodotto, il lavoro e il mercato del capitale.
A tal proposito, gli autori A. Goglio e A. Goldstein (2010) hanno affermato che "il sistema di istituzioni e di regole, sia formali che informali, determinano i fattori fondamentali per il buon funzionamento e la crescita dell'impresa e di tutto il sistema economico".
Questa definizione ha evidenziato come la gestione di molte imprese è perseguita in termini di governance rilevando, da un lato, la massimizzazione del profitto volontariamente ricercato dagli attori sociali per la propria attività; dall'altro lato, l'investimento come elemento fondamentale della strategia d'impresa che stimola la crescita economica del paese e la creazione dell'occupazione incrementando il reddito nazionale.
Risulta evidente come all'interno di un'economia libera di mercato, le imprese si assicurano il reperimento delle risorse finanziarie adeguate in termini di costo e di qualità.
Sotto un profilo prettamente micro-economico, un'impresa cerca di adottare quelle strategie competitive che stanno alla base del successo aziendale. Si tratta di strategie legate alla leadership di costo, che consentono alle imprese di realizzare le cosiddette "economie di scala" per minimizzare i costi medi di produzione che gravano sull'impresa stessa, raggiungendo un margine di efficienza produttiva che è rappresentato graficamente dal punto di scala minimo efficiente. In un mercato prettamente monopolistico,invece, non c'è la volontà da parte dei cosiddetti "capitani d'industria" di rinnovare la propria competitività o di esercitare un potere personale; ma c'è l'insorgere di un allargamento della cosiddetta "forbice sociale" che produce ineguaglianza, che mina le fondamenta del patto sociale.
Era questo il rischio di cui parlava il premio nobel per l'economia Paul Samuelson: "mentre dal 2001 al 2008 gli stipendi dei dirigenti esecutivi salivano, rispetto al salario medio degli impiegati, dalla proporzione-abbastanza fisiologica-di 40 a 1 a oltre 400 a 1, il sistema industriale degli Stati Uniti, invece di progredire, si degradava".
Queste considerazione appena esposte segnalano il bisogno di ricorrere alla disciplina e al rispetto di alcune regole essenziali atte a gestire, guidare, controllare e amministrare un'azienda all'interno del mercato di riferimento, per raggiungere sempre maggiori livelli di efficienza, di efficacia e di economicità, nonché di equa distribuzione delle risorse delle quali l‘impresa dispone e che la stessa immette nel sistema competitivo per implementare la propria mission.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Profili e Sistemi di Corporate Governance: L'Istituzione di un Codice Globale di Autodisciplina per la Regolamentazione delle società nel mercato Mondiale

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Informazioni tesi

  Autore: Ivan Tamburello
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2010-11
  Università: UKE - Università Kore di Enna
  Facoltà: Scienze Economiche e Aziendali
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Fabio La Rosa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 132

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