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Traumatofilia. La coazione a ripetere il trauma da abbandono negli adolescenti adottati

La coazione a ripetere il trauma

In questo capitolo verrà argomentato il concetto di coazione a ripetere, introdotto da Sigmund Freud nel 1914 all’interno dell’opera “Ricordare, ripetere, rielaborare”. Inizialmente l’autore con questa espressione indicava la tendenza dei soggetti a ripetere nei sogni e in seduta eventi, affetti e comportamenti legati all’evento traumatico originario. Questo meccanismo era molto utile in ambito psicoanalitico, poiché permetteva all’analista di conoscere eventi che il paziente non ricordava, in modo da poter rendere quest’ultimo conscio di episodi di cui non aveva memoria. Attraverso ciò il paziente acquisiva la consapevolezza necessaria a riconoscere gli effetti che l’evento traumatico rimosso aveva sulla propria vita presente e quindi in tal modo cominciare a migliorarne la qualità.
Il concetto di coazione si sviluppò quando Freud notò che in alcuni casi i soggetti attuavano comportamenti ripetitivi in situazioni in cui non ci sono stimoli che vanno a riattivare gli affetti del trauma originario: in questo caso c’è una ripetizione attiva, dove è il soggetto stesso che mette in atto comportamenti riconducibili al trauma (Freud, 1920). Per spiegare questi casi Freud ipotizza che i soggetti presi in esame ripetono contenuti rimossi legati al trauma, quindi che non ricordano, e questa ripetizione è un tentativo di far emergere e di padroneggiare gli affetti legati a questo evento. Ma in ogni caso l’autore arriva a porsi un quesito fondamentale nel suo percorso teorico: è possibile che esista una tendenza nell’essere umano che non è volta al piacere? Questa domanda sorse nel momento in cui Freud si rese conto che i soggetti continuavano a ripetere in modo compulsivo comportamenti che mai avrebbero potuto portare a qualche tipo di sollievo, ma solo ad un’ulteriore sofferenza. Da questa domanda nacque la necessità di provare a dare una risposta: così Freud nel 1920 scrisse il saggio “Al di là del principio del piacere”, uno scritto nel quale l’autore ipotizzò la presenza di una pulsione di morte volta alla conservazione e non allo sviluppo, quindi alla morte organica. Il concetto di coazione a ripetere venne associato dall’autore a questo tipo di pulsione, poiché rientra a suo parere in quei comportamenti volti appunto al dispiacere.
La tendenza a ripetere gli eventi traumatici è un tipo di comportamento che è stato ampliamente studiato negli anni successivi alla pubblicazione di “Al di là del principio del piacere” (Freud, 1920), sia in ambito psicoanalitico (Correale, 2006; Bibring, 1945; Schur, 1966; Horowitz, 1976; Bowins, 2010) che nell’ambito della psicologia dello sviluppo (Zellner, 2014; Johnson, 2008). Negli ultimi anni sono stati portati avanti alcuni studi neurobiologici sui comportamenti ripetitivi (Van derKolk, 1989; 2017; Piazza& Le Maol, 1997; Montgomery &Rithcey, 2008; Eisenberg& Lieberman, 2004; Nicolaideset al., 2015) che hanno contribuito ad ampliare e ha dare più sostegno scientifico al concetto di coazione a ripetere. In particolare ad oggi si riconosce la presenza di due tipi di ripetizione: la ripetizione reattiva (Correale, 2006), che si attua in riposta ad uno stimolo esterno, e la ripetizione compulsiva (Van der Kolk, 1989, 2017), che invece è un comportamento attivo e ripetuto del soggetto.
La psicologia e le neuroscienze oggi riconoscono l’effettiva presenza di questo tipo di comportamenti, che sembrerebbero essere messi in atto sulla base di traumi diversi. Di seguito verrà esposta in modo più dettagliato la teoria di Freud riguardo il concetto di coazione a ripetere, lo sviluppo del pensiero dell’autore rispetto a questo argomento e come il concetto è stato ampliato e argomentato successivamente da diverse discipline che hanno aggiunto spunti e che tuttora cercano di comprendere sempre meglio questo tipo di comportamento così particolare e in alcuni casi anomalo, proprio perché non è volto alla sopravvivenza.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Traumatofilia. La coazione a ripetere il trauma da abbandono negli adolescenti adottati

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Informazioni tesi

  Autore: Benedetta Silvestri
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2017-18
  Università: Pontificia Università Salesiana
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Grazia Perriello
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 58

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