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Leggi elettorali e sistema costituzionale italiano

La Compatibilità dei sistemi elettorali con la Costituzione

La Costituzione, come abbiamo visto, contiene molte disposizioni dedicate alla formazione degli organi parlamentari tra cui ricordiamo l’ art. 55 che individua la bicameralità del sistema, l’ art. 56 che stabilisce che la Camera dei deputati sia eletta << a suffragio universale e diretto>> l’art. 58 che precisa il limite inferiore di età per l’acquisto della capacità elettorale attiva, gli artt. 48 e 67.
Si tratta di disposizioni che fanno tutte riferimento al sistema elettorale inteso in senso lato. Nessuna disposizione della nostra Costituzione ci fornisce indicazioni specifiche circa il sistema elettorale in senso stretto, ovvero il meccanismo di trasformazione dei voti in seggi.

In seno all’Assemblea costituente si discusse a lungo sull’opportunità di inserire nella Costituzione una norma relativa ai sistemi elettorali in senso stretto. L'idea di fondo che guidava le sinistre era che l'Italia non avrebbe mai dovuto essere governata attraverso il principio maggioritario. Se le condizioni politiche del paese non potevano consentire l'affermazione di una maggioranza governante di sinistra, sembrava più conveniente limitare nella Costituzione il principio maggioritario per condizionare quanto più possibile l'azione di governo. Tuttavia così facendo, Togliatti, Nenni e Basso dimenticavano che la Costituzione era destinata a proiettarsi nel futuro: le "regole del gioco" disegnate nel 1947 avrebbero finito per condizionare il comportamento dei soggetti politici e costituzionali anche negli anni a venire.

Fu proprio Togliatti ad ostacolare (come si evince dal discorso tenuto in Assemblea nell’ ottobre 1947) l'inserimento in Costituzione di qualsiasi istituto atto a sviluppare moderne logiche maggioritarie, come ad esempio quel maggior peso del presidente del consiglio che era stato suggerito da Mortati. La Costituzione italiana dunque, non solo non contiene norme che riguardino il funzionamento del sistema elettorale in senso stretto, ma non rinvia neppure, come invece fa in altri casi, alla speciale procedura prevista dall'art. 138, demandando così la legislazione elettorale alle forme ordinarie di legislazione. La Costituzione, in verità, non esplicita che le norme per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato vadano emanate con leggi ordinarie ma lo ammette implicitamente, in quanto:
- non affida in alcun modo la materia elettorale alla legislazione costituzionale, laddove questa riserva è tassativa ed insuscettibile di essere estesa a casi non espressamente indicati dalla carta;
- distingue esplicitamente, all'articolo 72, le leggi elettorali dalle leggi costituzionali, confermando cosi il carattere ordinario delle prime.

L’Assemblea, non accogliendo, durante la discussione sull’ art. 56 della Costituzione l’emendamento Giolitti col quale si intendeva inserire nella Costituzione stessa l’adozione del sistema proporzionale per la Camera dei deputati, volle chiaramente non impegnare il futuro Parlamento e non costringerlo ad una revisione costituzionale qualora si volesse adottare un sistema diverso.

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Informazioni tesi

  Autore: Roberta Arena
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze dell'amministrazione
  Relatore: Pietro Paterniti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 150

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