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Oltre il sintomo: Minkowski e la psichiatria fenomenologica

La psichiatria fenomenologica oggi

"Ha ancora senso la fenomenologia?" si chiede Eugenio Borgna in uno dei suoi articoli; certo è una domanda del tutto legittima soprattutto in un contesto intriso di scienza, di oggettività, di sviluppo delle neuroscienze e delle scienze cognitive. La risposta alla domanda è assolutamente positiva: fenomenologia per cogliere ciò che non si vede, non cervello e disfunzioni, ma interiorità, soggettività, emotività, modalità di declinare il proprio malessere psichico. La passione per le differenze è la chiave di volta della fenomenologia.
La linea su cui la fenomenologia si muove ha però cambiato in parte la sua rotta originale: nel panorama contemporaneo si è assistito ad un'apertura verso la ricerca empirica, ad un progressivo allargamento contenutistico, non più solo studio delle psicosi maggiori. Si parla inoltre di apertura relazione come medium, anche se da sempre la fenomenologia si è occupata di empatia e di co-esistenza. Anche se alcune delle barriere poste inizialmente sono state valicate, la fenomenologia non ne è uscita sconfitta né indebolita ma ancora oggi "offre una via radicalmente umana di praticare la psichiatria".
Un approccio troppo descrittivo e nosografico, come lo è quello del DSM, potrebbe però comportare addirittura un pericolo per la sopravvivenza della visione fenomenologica.
Testimonianza di ciò sono i fatti avvenuti negli Stati Uniti: se nel IXX° e nel XX° secolo la psichiatria americana era molto vicina alla tradizione europea, ma con l'avvento del DSM assistiamo alla "morte della fenomenologia negli USA". La troppa enfasi su segni e sintomi, il bisogno ossessivo di incasellare ogni disturbo al posto giusto sembra abbia portato ad un abuso della diagnosi e alla non comprensione di cosa veramente la patologia psichiatria sia.

La tradizione fenomenologica in Italia, invece, sembra ancora oggi persistere. La storia indica Cargnello come colui che ha aperto uno spiraglio di luce in un contesto tanto oscurato dalla tradizione neurologica; è infatti il primo ad importare il pensiero di Binswanger in un'Italia positivistica, idealistica e storicista. Il taglio che Cargnello dà alla Daseinsanalyse è antropologico: indagare i fenomeni propriamente umani, non solo trattare le esperienze vissute ma i presupposti che permettono di vivere tali esperienze in un dato modo.
Le posizioni organiciste si rispecchiavano non solo nella teoria ma anche nella prassi: il trattamento del disturbo mentale era limitato a elettroshock e terapie insuliniche, a reclusione forzata e contenzione fisica. Basaglia tutto questo l'aveva visto con i suoi occhi e fu probabilmente il suo interesse per il pensiero fenomenologico-esistenziale di Minkowski e di Jaspers a stimolare il lui il bisogno di restituire al malato mentale la dignità persa.
Basaglia fa sue molte delle lezioni minkowskiane, dall'Esserci all'Essere nel mondo, dal disturbo generatore (che chiama "movente psicologico") al corpo vissuto e le trasla in una dimensione terapeutica, in un approccio volto alla cura che recupera l'importanza del corpo a lungo dimenticato negli istituti. Quello è un corpo passivo, indifeso, privo dell' élan vital tanto importante per allontanare la propria alienazione; è un corpo nuovamente invaso, un corpo che ha sofferto già l'invasione della malattia. Basaglia non combatté da solo la battaglie contro le istituzioni manicomiali: anche se in modo diverso, Ballerini fu decisivo nel contrastare la "tipica cultura riduzionistica biologistica datata 1920".
Egli rivendicava la basilarità della relazione paziente-vita abolita dall'internamento e l'importanza di un approccio alla cura che sia duraturo e continuo; persona, malattia e storia non vanno in alcun modo separati in quanto l'uno si infrange continuamente sugli altri due e viceversa. Possiamo constatare però che fino a questo momento la psichiatria fenomenologica è elitaria, è innovativa ma non conosciuta, è notevolmente oscurata da altre teorie; resterà nell'ombra fino a che nel 1994 non prenderà corpo "la Società italiana per la Psicopatologia", fondata in una buia notte in un albergo di Folgaria da Ballerini, Gozzetti e Callieri, i quali si resero conto di una forte impreparazione psichiatria e disinteresse per la psicopatologia. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Oltre il sintomo: Minkowski e la psichiatria fenomenologica

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Informazioni tesi

  Autore: Camilla Borsini
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2020-21
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Filosofia e scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Nicoletta Ghigi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 36

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Parole chiave

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psichiatria
corpo vissuto
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stanghellini, rossi monti, callieri
eugene minkowski
melanconia schizofrenica
sindrome di de clerambault
spazio vissuto
depressione, ipocondria

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