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Una politica differente. Gli anarchici di Carrara e le istituzioni durante la resistenza e il dopoguerra.

La resistenza a Carrara: le diverse formazioni partigiane. La peculiarità della presenza libertaria nel CLN di Carrara

Nel Maggio del '43 gli Anarchici si erano riuniti in un congresso al fine di propagandare un manifesto firmato “Fronte unico dei lavoratori”.L' idea del “fronte unico” sarebbe stata ripresa poi, qualche mese dopo, dal giornale libertario “Umanità Nova” proprio per sottolineare la necessità di un' unione di ampio respiro con gli altri movimenti antifascisti. Il 10 luglio 1943 le truppe anglo americane sbarcarono in Sicilia con l' intento di risalire la penisola e sconfiggere l'alleanza italo- tedesca, già fortemente provata dalle campagne in Africa e in Russia. Pochi giorni dopo, il 25 Luglio, l'ordine del giorno “Grandi” poneva fine al potere di Mussolini. La destituzione del Duce era un estremo, e sicuramente tradivo tentativo della monarchia di riprendere in mano la situazione Italiana e le sorti della guerra. I tedeschi, dopo il 25 Luglio, sospettavano un possibile cambio di alleanza degli Italiani e si apprestarono a fare affluire numerose truppe nel territorio non ancora liberato dagli anglo americani. I sospetti dei nazisti erano fondati: il nuovo governo, guidato dal maresciallo Badoglio, stava cominciando le trattative con gli alleati. L' armistizio dell' 8 settembre '43, non sorprese i tedeschi ma lasciò l' esercito e la popolazione Italiana in una condizione di forte smarrimento e incertezza. L' esercito non riceveva ordini; molti allora si diedero alla fuga o intrapresero inizative proprie. Una colonna di Alpini di stanza a Carrara, ad esempio, si rifiutò di consegnare le armi e decise di resistere agli attacchi tedeschi aiutata anche dalla popolazione e dal movimento di resistenza che stava nascendo. Tra i combattenti in aiuto agli alpini sulle colline di Pianamaggio molti erano anarchici, che alla fine dello scontro raccolsero le armi e le nascosero nelle cave sovrastanti la città. L' episodio, che aveva visto uscire vittoriosi i resistenti, aveva però fatto sì che i Tedeschi entrassero a Carrara per occupare la città. I partiti antifascisti, intanto, avevano cominciato a riorganizzarsi sopratutto dopo la liberazione dei confinati politici, che con il loro ritorno portarono nuova forza ed esperienza all' antifascismo Italiano90. Gli anarchici stavano vivendo una situazione peggiore in quanto ben pochi erano stati liberati dal “confino”e molti erano ancor rinchiusi nei campi di concentramento che si trovavano sul territorio Italiano. Gli anarchici rimasti, quindi ,non potendo fare affidamento su un nucleo antifascista proprio, si riversarono nelle altre formazioni politiche, spesso abbandonando la propria intransigenza e arrivando a compromessi con le altre forze. La spinta a riunirsi sotto il comune obiettivo di combattere il nazifascismo fece sì che molti abbandonassero la specifica denominazione “anarchici” sostituendola con aggettivi più “neutri”: nascono ad esempio i “gruppi libertari”. L' idea del “fronte unico dei lavoratori” non aveva una perfetta corrispondenza con gli obiettivi del CLN, anzi, i nuclei anarchici presenti nelle varie città italiane avevano proposte e strategie diverse. Non agivano come un fronte “unico” e anche le comunicazioni tra le varie città erano scarse.

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Una politica differente. Gli anarchici di Carrara e le istituzioni durante la resistenza e il dopoguerra.

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Informazioni tesi

  Autore: Ludovica Matteucci
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Alessandro Volpi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 125

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Parole chiave

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