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Il congressista in un sistema metropolitano

La specializzazione urbana

Una caratteristica che emerge dall'analisi dell'attività congressuale italiana é che essa é concentrata essenzialmente nelle città che accolgono il 69% dei congressi organizzati, lasciando alle strutture ricettive dei centri turistici (marini, montani) appena il 36% del mercato. La ripartizione é ancora più squilibrata se si considerano solo gli eventi organizzati nei centri congressi: 1'89% si svolge nelle città metropolitane e minori, mentre l'11 % é ospitato dalle località turistiche. Il divario esistente fra le quote di mercato ,del segmento alberghiero dei congressi (63% città, 36% località turistiche) rispetto al segmento dei centri congressi (l' 89% contro l' 11 %) fa pensare che sia la scarsa dotazione di queste infrastrutture a penalizzare le località turistiche rispetto ai centri urbani.
Esprimendo la quota di mercato rispetto al numero dei partecipanti, anziché al numero di incontri, il divario complessivo non si riduce: il 68% dei congressisti va ai centri urbani ed il 32% alle località turistiche. Dall'analisi dei dati emerge che Milano e Roma (ospitanti entrambe una media di 5.000 incontri) sono le prime città del mercato, seguite da Torino con poco più di 2.000 incontri. Tali città si mantengono nelle prime posizioni anche per quanto riguarda il numero dei partecipanti. Le Università, soprattutto nel campo della medicina, contribuiscono inoltre a rendere la città, e questo é il caso particolare di Milano, sede di congressi medico-scientifici. L'importanza di Milano, nel turismo congressuale nazionale deriva anche dall'alta concentrazione di aziende manifatturiere e di servizi del nord Italia, vale a dire dalla presenza in Lombardia, se non nella stessa Milano, del bacino di domanda potenziale che si genera.
La specializzazione urbana si riscontra anche attraverso l'analisi del trend che negli ultimi dieci armi ha visto ampliarsi notevolmente il panorama delle città congressuali: da un gruppo ristretto di poche città leader incontrastate del mercato, quali Milano, Firenze, Roma, Venezia, Genova, Napoli, Palermo, Taormina, si é passati a considerare come vere e proprie città congressuali, non solo quelle dotate di un buon livello di strutture, ma anche quelle in grado di esercitare un certo appeal suo promotore. Rimini, Bologna, Riva del Garda, Perugia si configurano come nuove realtà emergenti. Su "questo" fenomeno una puntualizzazione risulta necessaria: l'Emilia Romagna vede aggiungersi all'offerta congressuale di Bologna il fondamentale apporto delle numerosissime strutture alberghiere congressuali delle principali città della riviera di Romagna, prima fra tutte Rimini. D'altra parte, anche Perugia si inserisce in un contesto regionale animato da un circuito storico-culturale-naturalistico che annovera città quali Gubbio, Assisi, Spoleto, Terni, Orvieto elette come sedi suggestive di incontri a basso numero di partecipanti. Quindi, il valore di una città metropolitana nell'ambito del mercato congressuale deve sempre essere considerato tendendo conto dell'ambito del contesto, provinciale e regionale a cui essa appartiene.

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Il congressista in un sistema metropolitano

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Informazioni tesi

  Autore: Sebastiano Arillotta
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Politico sociale
  Relatore: Guido Martinotti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 144

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