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Il confederalismo democratico e le nazioni senza stato: il caso di Rojava

Lo Stato Nazione e la globalizzazione

Lo Stato Nazione è oggi l’unità dominante dell’organizzazione politica mondiale: lo è stata per secoli, e la domanda che ci si pone è per quanto tempo continuerà ad esserlo o se è plausibile immaginare un ordine internazionale aldilà degli Stati. Nel corso del XX secolo si sono susseguiti tutta una serie di fenomeni che hanno contribuito alla dilatazione dei poteri dello Stato verso numerosi organismi internazionali e sovranazionali, quindi soggetti che operano “tra” e “sopra” gli Stati. La crisi contemporanea dello Stato Nazione occidentale è infatti risultato di avvenimenti particolari che hanno caratterizzato il secolo breve, primo fra tutti lo shock petrolifero del 1973, per cui la preoccupazione di un collasso del welfare state diede inizio alla stagione del neoliberismo, schiacciando le richieste dei modelli di sviluppo nazionali, sostituendoli con quelli delle organizzazione sovranazionali. Un decennio più tardi, tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 si assistette nei paesi capitalisti all’avvio di un ciclo politico-economico di forte ampliamento della sfera economica privata sia all'interno che su scala internazionale ed alla fine sia dell’Unione Sovietica che dei vari sistemi socialisti in Europa orientale, profilando un’irreversibile accelerazione della globalizzazione che avrebbe riguardato ogni aspetto della vita moderna. Secondo Burbeles e Torres (2000) questo fenomeno ha impattato nei campi: economico, con l’imposizione di nuove pressioni su lavoratori e consumatori; politico, a causa della perdita di un certo margine di sovranità da parte degli Stati che hanno visto ridimensionare la loro autonomia, oltre ad un indebolimento della nozione di “cittadino”; e culturale, prospettando una contraddizione che vede la globalizzazione promuovere sia una certa omogeneità culturale, che le richieste di movimenti locali che diventano sempre più pressanti.

Quest’ultimo aspetto è sottolineato anche da Mazarr (1999), per il quale la globalizzazione ha incentivato la ricerca di identità etniche e culturali che enfatizzano le diversità e le disparità tra i vari gruppi ; al contempo gli Stati nazionali spesso non sono in grado di intercettare il bisogno di identità delle minoranze e affrontare le pressanti spinte alla regionalizzazione. Una prospettiva particolarmente critica nei confronti della globalizzazione si trova in Bauman, per il quale “il nuovo ordine mondiale, che troppo spesso appare come un nuovo disordine mondiale, ha bisogno proprio di stati deboli per conservarsi e riprodursi” ; il pericolo che potrebbe prospettarsi è che agli Stati, svuotati della maggior parte dei loro poteri, rimangano da svolgere solo compiti di controllo del bilancio e di polizia, in una realtà mondiale dominata da poche ma potenti elitè finanziarie. Lo scenario internazionale vede attualmente una sovrapposizione piuttosto incongruente tra il tradizionale “patchwork” di Stati ed una fitta rete di organizzazioni internazionali, in un elaborato sistema di interazioni orizzontali e verticali. Il principio di territorialità, il monopolio della forza, l’autosufficienza economica, pilastri irrinunciabili dell’autonomia politica dello Stato, vengono fortemente messe in discussione, poiché i suoi poteri d’intervento vengono ridimensionati attraverso la cessione di prerogative economiche, politiche e militari ad enti sovranazionali, ponendo in essere una moltiplicazione di sedi decisionali che creano livelli di governo spesso privi di legittimazione democratica. Sono i cambiamenti globali e le decisioni delle grandi organizzazioni economiche a determinare in quali termini i governi nazionali debbano operare. La globalizzazione ha interferito ed indebolito la configurazione tradizionale degli Stati nazionali che si trovano a dover difendere la propria sovranità, sebbene essi continuino ad essere la struttura politica di riferimento a livello internazionale.

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Informazioni tesi

  Autore: Simonetta Saccon
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2019-20
  Università: Università Telematica "E-Campus"
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze politiche e sociali
  Relatore: Kateryna Pishchikova
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 87

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