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MEDIA E TECNOLOGIE. Il ruolo pedagogico in contesti scolastici ed informali

Vita reale e vita virtuale

L’evoluzione adolescenziale oramai sfugge in un batter d’occhio, e gli adulti esprimono spesso una sensazione di malessere nei confronti del mondo virtuale e della comunicazione di massa. Un processo di globalizzazione delle esperienze ma al tempo stesso separazione degli individui dalla comunità e dalla dimensione sociale.
Secondo dati concreti la tecnologia modifica gli strumenti ma anche l’uomo, il quale dev'essere in grado di mantenere valori ed ideali in compresenza alla condizione di onnipresenza data dai media. Di conseguenza a ciò, bisogna essere in grado di sintonizzarsi sulla stessa frequenza dei più giovani, esser pronti ad ascoltare, capire e parlare con loro, anche se si tratta rap, pop o slang.
Quel che preme maggiormente è il fatto che siano tutti “grandi fuori ma ancor piccoli dentro” (un po’ come Alice), e talvolta questo si trasforma in quella sfacciataggine che li dipinge come immaturi e maleducati. Atteggiamento morale rigido e disequilibrio son proprio quelle caratteristiche che contraddistinguono I ragazzi d'oggi, influenzati dal gruppo dei pari già dai 7-8 anni, ai quali bisogna andare incontro essendo propensi al superamento delle convenzioni per conoscere meglio il loro mondo.

Così come la televisione, anche i nuovi media intrecciano realtà e finzione, rendendo labile quel confine tra verità ed invenzione. La vita reale e quella virtuale son due cose ben distinte ma a volte i ragazzi prendono “la vita come una fiction” : spesso la multimedialità offre l’opportunità di andare oltre, sfruttare quella sensazione di superamento del reale. Non significa che sia questo un aspetto da screditare, quanto più qualcosa da valorizzare ed utilizzare con i giusti accorgimenti, puntando su ragionamento, dialogo ed empatia.
Libertà ed interpretazione, “apertura di nuovi spazi di senso, di significato” (Galimberti), scambio di realtà personali tramite la rete: questi son tutti aspetti fondamentali per non incorrere in un impoverimento dell’identità individuale o rifugiarsi addirittura in un fittizio ma perfetto mondo virtuale.

Per quanto riguarda la formazione dei ragazzi si può prendere spunto da Internet, film o fotografie, sì da permettere loro di costruire la propria identità in modo alternativo e coinvolgente. Sicuramente il gruppo dei pari funge da appoggio essenziale e con decisiva pressione in quanto risulta più appetibile relazionarsi e confrontarsi con qualcuno che sostiene le moderne tecnologie e la comunità virtuale.
Grazie alla mediazione di TV, computer e altro si possono instaurare e coltivare relazioni che contrastino quell’odierna diffusa solitudine che pervade molte vite.
La qualità della vita di ogni persona dipende a maggior ragione dal modo in cui si apprende, affrontando qualsivoglia situazione con un percorso che coinvolga l’individuo, il gruppo dei pari, la famiglia, la scuola e la società attraverso situazioni di confronto e scontro. Così facendo il ragazzo arricchisce le sue competenze personali, sociali e relazionali, consolidando momenti fondamentali di apprendimento e crescita.
Si tratta di un intreccio tra comunicazione, formazione ed informazione di pari passo con i processi di interazione, condivisione e partecipazione, attraverso cui i ragazzi possono confrontarsi ed autodeterminarsi, condividendo valori e stili di vita secondo il proprio pensiero.
I media elettronici hanno instaurato uno stretto rapporto anche con i giovanissimi.
L’arcobaleno di suoni ed immagini fornito ad esempio dalla televisione riscuote un grande interesse nei bambini e stimola percorsi di apprendimento ancor prima dell’ingresso tra i banchi di scuola. Un utilizzo mediatico che nell’infanzia prevede certamente la supervisione dell’adulto ma con il passare del tempo i dispositivi passano ad un livello personale. Nel periodo adolescenziale, poi, la camera e le tecnologie vengono vissute come conquista di un’indipendenza che non può esser scalfita.
Vogliamo infine sottolineare l'importanza di una navigazione sicura, un'educazione all'etica, alle responsabilità ed al gruppo.
Occorre che le figure di dovere ripensino il proprio ruolo, utilizzando strumenti di comunicazione in chiave didattica come spazi di educazione dialogica, una luce positiva riguardo alla connotazione dei media che vada a rivitalizzare percorsi alternativi ed innovativi.

Questo brano è tratto dalla tesi:

MEDIA E TECNOLOGIE. Il ruolo pedagogico in contesti scolastici ed informali

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Informazioni tesi

  Autore: Irene Fortunato
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze dell'Educazione
  Corso: Scienze dell'educazione e della formazione
  Relatore: Giuseppe Milan
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 57

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