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Cura delle ossa nelle persone transgender: la sanità al giorno d'oggi

Il bisogno di assistenza sanitaria è comune ad ogni singolo individuo, ma si accentua ulteriormente nelle persone transgender, in cui si riscontrano una serie di complessità. Il termine ‘transgender’ fa riferimento a quei soggetti con disforia di genere, ovvero una mancata corrispondenza fra il sesso biologico assegnatogli alla nascita e la propria identità di genere. L’incremento del bisogno assistenziale è dipeso dal fatto che tali individui siano sottoposti ad una disparità sanitaria, ad un ridotto accesso alle cure causato dall’assenza di una Medicina specifica che si occupa delle problematiche insorte nella condizione transgender e la conseguente incompetenza dei medici e dei professionisti sanitari in tale ambito. Le persone transgender, inoltre, sperimentano discriminazioni anche nella sanità, conducendoli verso un rifiuto delle cure. Questi aspetti comportano un elevato rischio di condizioni di salute sfavorevoli, determinate anche da una sorta di automedicazione a cui si fa ricorso. Se non seguita in modo opportuno, la persona transgender può assumere ormoni sessuali in modo non corretto, interferendo negativamente con la sua salute ed anche con quella delle sue ossa, con possibile sviluppo di osteoporosi. Sono stati compiuti pochissimi studi circa la salute delle ossa in questi individui che, invece, risultano incentrati principalmente sul problema dell’HIV o sui disturbi di salute mentale. L’osteoporosi, infatti, comporta una riduzione della massa ossea e della resistenza ossea, aumentando il rischio di fratture patologiche che si verificano anche in seguito a minime sollecitazioni. Questa patologia sarà descritta in modo più approfondito e sarà analizzato il grado di conoscenza e di consapevolezza circa la malattia e la sua prevenzione nella popolazione transgender.

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1 INTRODUZIONE Il bisogno di assistenza sanitaria è comune ad ogni singolo individuo, ma si accentua ulteriormente nelle persone transgender, in cui si riscontrano una serie di complessità. Il termine ‘transgender’ fa riferimento a quei soggetti con disforia di genere, ovvero una mancata corrispondenza fra il sesso biologico assegnatogli alla nascita e la propria identità di genere. L’incremento del bisogno assistenziale è dipeso dal fatto che tali individui siano sottoposti ad una disparità sanitaria, ad un ridotto accesso alle cure causato dall’assenza di una Medicina specifica che si occupa delle problematiche insorte nella condizione transgender e la conseguente incompetenza dei medici e dei professionisti sanitari in tale ambito. Le persone transgender, inoltre, sperimentano discriminazioni anche nella sanità, conducendoli verso un rifiuto delle cure. Questi aspetti comportano un elevato rischio di condizioni di salute sfavorevoli, determinate anche da una sorta di automedicazione a cui si fa ricorso. Se non seguita in modo opportuno, la persona transgender può assumere ormoni sessuali in modo non corretto, interferendo negativamente con la sua salute ed anche con quella delle sue ossa, con possibile sviluppo di osteoporosi. Sono stati compiuti pochissimi studi circa la salute delle ossa in questi individui che, invece, risultano incentrati principalmente sul problema dell’HIV o sui disturbi di salute mentale. L’osteoporosi, infatti, comporta una riduzione della massa ossea e della resistenza ossea, aumentando il rischio di fratture patologiche che si verificano anche in seguito a minime sollecitazioni. Più avanti, questa patologia sarà descritta in modo più approfondito e sarà analizzato il grado di conoscenza e di consapevolezza circa la malattia e la sua prevenzione nella popolazione transgender.

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Informazioni tesi

  Autore: Graziana Moretti
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2020-21
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Fisioterapia
  Corso: Fisioterapia
  Relatore: Vilma Patrizia Uzzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 68

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Parole chiave

fisioterapia
osteoporosi
transgender
ossa
terapia ormonale
bones
non binary

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