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Democrazia e segreto: un’analisi a partire dal caso Mitrokhin

Informazioni tesi

  Autore: Omar Mazzucchelli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Damiano Palano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 44

Il presente elaborato analizza i temi della democrazia, del segreto in politica e un caso specifico, quello dell’archivio Mitrokhin che coinvolge l’intelligence italiana, britannica e russa. L’obiettivo della tesi è trovare le regolarità che determinino l’utilizzo degli arcana imperii, la legittimità e le differenze che intercorrono nell’utilizzo fra democrazie e non. Il primo capitolo riassume le teorie che sottendono la segretezza in politica, il secondo riguarda la configurazione dei servizi segreti come strumento della politica e il terzo analizza il caso Mitrokhin nello specifico.

Informazioni tesi

  Autore: Omar Mazzucchelli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia
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  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Damiano Palano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 44

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1 INTRODUZIONE «Ricordo quello che ci viene insegnato: l’eccesso di luce non illumina, ma acceca». 1 Non è forse vero che troppa luce offusca la vista? Nella realtà quotidiana accade che, d’estate, intraprendendo un viaggio in auto, si utilizzino gli occhiali da sole. Le lenti più scure infatti riducono l’effetto della luce sulla nostra vista e ci permettono di vedere meglio la strada che stiamo percorrendo. E se ciò valesse anche nelle questioni politiche? L’asserzione succitata è da considerarsi come un’implicita giustificazione all’esistenza di situazioni “buie”? In politica ciò può essere tradotto come la legittimità all’utilizzo da parte dei governanti degli arcana imperii? In realtà quella frase è stata pronunciata da Giulio Andreotti in occasione della seconda seduta della “Commissione Parlamentare d’inchiesta concernente il «Dossier Mitrokhin» e l’attività di intelligence italiana” per orientare il lavoro della stessa verso un’area circoscritta evitando così di abbracciare troppi argomenti e, di conseguenza, correre il rischio di non raggiungere alcun risultato. Tuttavia, ciò che è rilevante nell’analisi che segue non è tanto il significato che in quel contesto la frase assunse, quanto piuttosto, il significato attuale che essa potrebbe avere. Che rapporto può esistere nelle democrazie moderne tra segretezza e trasparenza? È giusto che certi aspetti della cosa pubblica non vengano comunicati? E se sì, quali? Sono fissi o variano con l’ontogenesi delle forme di governo? A queste domande l’elaborato prova a dare delle risposte. Si ritiene importante approfondire questi temi poiché, oggi più che mai, la linea sottile che separa riservatezza e pubblicità sta subendo una forte trasformazione. Partendo dalle questioni personali della privacy sino ad arrivare a quelle nazionali e poi globali, il diffondersi di informazioni riservate è cresciuto. La causa di questo fenomeno si presuppone che possa essere legata alla crescita tecnologica delle comunicazioni e all’utilizzo di nuovi 1 Giulio Andreotti, discorso pronunciato nella 2 a seduta della “Commissione Parlamentare d’inchiesta concernente il «Dossier Mitrokhin» e l’attività di intelligence italiana” disponibile online http://www.parlamento.it/711?shadow_organo=413114 o http://www.parlamento.it/service/PDF/PDFServer/DF/69364.pdf consultato al 08 agosto 2018

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Parole chiave

politica
intelligence
democrazia
segreto
mitrokhin
kgb
arcana imperii
mi-6
aise aisi

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