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La riscoperta del bambino per un mondo nuovo. La pedagogia montessoriana nella realtà odierna

Informazioni tesi

  Autore: Stefania Cosmai
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Dipartimento Di Scienze Della Formazione, Psicologia, Comunicazione
  Corso: Scienze pedagogiche
  Relatore: Fedela Feldia Loperfido
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 105

Questa tesi nasce dalla volontà di indagare un fenomeno che ho visto proliferare notevolmente: l’interesse sempre maggiore da parte dei genitori verso la figura di Montessori, dei suoi materiali e dettami. Come afferma Honegger Fresco (2017, p. 29) “il modello Montessori […] è in continua espansione”. Ho assistito, in alcuni casi, ad una sorta di mitizzazione che ha reso la pedagogia montessoriana una dottrina cristallizzata che non dialoga e non si mette in discussione. E non sono mancati anche i pareri di chi associava al nome di Montessori una pedagogia antiquata, altri troppo permissiva o altri ancora troppo rigida. Le domande che mi sono sorte in mente sono state molteplici: questo approccio pedagogico quali potenzialità presenta? Per quale motivo riceve così tante attenzioni da parte dei genitori? È effettivamente una dottrina che non si apre al dialogo e non accetta modifiche chiudendosi anche alla realtà contemporanea? E se no come integra le novità nel proprio ambiente? È una moda passeggera o effettivamente può essere una notevole risposta alle problematiche che affliggono la società contemporanea?
Per giungere ad elaborare delle risposte ho preferito indagare il “fenomeno Montessori” partendo dalla sua nascita motivo per il quale ho dedicato al primo capitolo uno spazio in cui osservare la pedagogia montessoriana dal punto di vista storico soffermandomi sulla vita della studiosa per comprendere da dove nascesse il suo interesse verso i temi trattati; quel sentimento di rispetto così profondo nei confronti dell’infanzia; il suo contributo allo sviluppo della pedagogia e le prime osservazioni condotte sul campo grazie alla Casa dei Bambini sorta nel quartiere San Lorenzo di Roma nel 1907; i consensi e i dissensi che hanno accompagnato il percorso di sviluppo del suo pensiero.
Nel secondo capitolo ho voluto soffermare la mia attenzione sui quattro piani di sviluppo e relative fasi sensibili che la studiosa ha delineato in seguito a confronti con teorici dell’epoca e osservazioni di atti spontanei da parte del bambino negli ambienti a misura da lei strutturati. Ho messo in luce, oltre alle caratteristiche di sviluppo da lei individuate, anche le proposte educative pensate appositamente per rispondere ai bisogni delle varie età: l’attenzione per la prima infanzia e il relativo passaggio dalla mente assorbente alla mente cosciente che conduce al raggiungimento dell’indipendenza fisica e biologica; il successivo periodo della fanciullezza in cui, agevolato dall’educazione cosmica, giunge allo sviluppo dell’indipendenza mentale; il periodo dell’adolescenza in cui si trova in una condizione che porta Montessori a definirlo un neonato sociale che lavora per il raggiungimento di una propria indipendenza sociale; giungendo, infine, all’età matura in cui potenzierà la propria indipendenza con il raggiungimento di quella morale e spirituale.
Nel terzo ed ultimo capitolo ho preferito soffermarmi sulla possibilità di innovare, mediante linee guida fornite dal Metodo Montessori, l’attuale panorama scolastico evidenziando come molti elementi considerati dalla studiosa siano la base degli studi attuali nell’ambito delle neuroscienze e in quello psicopedagogico: il rispetto del bambino e della sua personalità centrali nell’azione educativa; il concetto di educazione alla pace; l’importanza dell’apprendimento collaborativo in classi che si strutturino come comunità educanti; la media education come punto di partenza per agevolare un uso critico delle tecnologie affinché siano funzionali alla vita. Come sottolinea Claudio Lamparelli nell’introduzione del libro di Maria Montessori Educare alla libertà, “il pensiero e il metodo della Montessori […] conservano il grande merito di aver anticipato in epoche buie alcuni concetti fondamentali della moderna pedagogia […]. La sua pedagogia della liberazione del bambino padre dell’uomo punta a eliminare l’azione negativa della repressione della spontaneità infantile e a dar vita a un nuovo mondo, finalmente in pace”.

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  Autore: Stefania Cosmai
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Dipartimento Di Scienze Della Formazione, Psicologia, Comunicazione
  Corso: Scienze pedagogiche
  Relatore: Fedela Feldia Loperfido
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 105

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24 1.5.2 Il materiale di sviluppo e il controllo materiale dell’errore per un’autoeducazione Fa parte dell’ambiente montessoriano il materiale di sviluppo: l’apparato di oggetti proposto dalla Montessori e in uso soprattutto tra i 3 e i 12 anni, periodo dell’esplorazione sensoriale e dell’apprendimento di base (Honegger Fresco, 2017), che, esposto sulle mensole in maniera ordinata, permette al bambino, secondo i propri interessi, di scegliere spontaneamente l’oggetto da cui è attratto, in seguito alla conoscenza acquisita grazie alle presentazioni del materiale che, secondo l’età o la progressione sistematica degli oggetti, farà il maestro. Il bambino potrà prendere il materiale prescelto e portarlo dove preferisce usandolo per tutto il tempo di cui sente l’esigenza (Montessori, 2019c). Afferma (Montessori, 2020c, p. 137) che, “l’educazione Montessori, a differenza di quella precedente, non è un’educazione teorica o fatta di parole. È principalmente un’educazione pratica, che fa uso di oggetti” per l’appunto il materiale di sviluppo, che ha lo scopo di regolare la graduale acquisizione di capacità senso-motorie, favorisce lo sviluppo intellettuale del bambino e consente l’autocorrezione dell’errore, e il materiale speciale che agevola l’acquisizione di fondamenti di aritmetica, scrittura e lettura. Ha avuto origine da una selezione del materiale ideato da Itard e Séguin, da oggetti usati come prove in psicologia sperimentale e da sperimentazioni che Montessori ha effettuato nel primo periodo di lavoro scientifico. Il modo in cui questi materiali furono usati, le reazioni che provocarono, la frequenza con cui furono scelti e gli sviluppi che determinarono, resero possibile la comprensione di quali mantenere, quali eliminare e quali modificare affinché potessero essere più funzionali (Montessori, 2019b). Il materiale di sviluppo sensoriale è costituito da un sistema di oggetti raggruppati secondo una determinata qualità fisica (colore, forma, dimensione, suono, stato di ruvidezza, peso, temperatura) e graduati secondo una differenza tra oggetto e oggetto che varia regolarmente presentando, ai due estremi, il massimo e il minimo della serie. I due estremi determinano i limiti e, se avvicinati, stabiliscono il contrasto più spiccato che mostra, in maniera evidente, le differenze. Ogni serie mette in rilievo una sola qualità, per questo è costituita da oggetti identici tra loro in tutto tranne che nella caratteristica che deve essere messa in evidenza e isolata. Dapprima si presentano pochi stimoli in contrasto tra loro per poi giungere ad una gradazione sempre più fine ed impercettibile (ad esempio per riconoscere le differenze tattili si presenteranno dapprima due sole superfici, una perfettamente liscia e l’altra molto ruvida poi le superfici intermedie sempre più impercettibili). Successivamente, per avere un’idea più completa sulle differenze, si mescolano ai forti contrasti le identità e lo si fa ponendo doppie serie di oggetti in cui individuare gli appaiamenti. Cercare gli uguali tra i contrasti fissa maggiormente le differenze perché le rende evidenti. L'esercizio finale è quello delle gradazioni: si mette in ordine di gradazione un sistema di oggetti simili mescolati confusamente. Questa strutturazione è funzionale perché, dal lato psicologico, per rilevare meglio singole qualità, bisogna isolare i sensi. Quando il bambino usa il materiale di sviluppo, opera un’astrazione materializzata: il materiale presenta una qualità tangibile, distinta dalle altre e ordinata secondo una gradazione e questo consente di analizzarla e classificarla. Montessori sostiene che grazie al materiale, alla concentrazione che esso attiva, si aprono, per l’intelligenza del bambino, vie che diversamente non avrebbero potuto percorrere perché inaccessibili per la loro età. Altra caratteristica dei materiali di sviluppo è il controllo materiale dell’errore. Grazie alla modalità in cui esso è strutturato, il bambino può controllare da sé, con vari procedimenti, se ha commesso un errore o meno. Correggere sé stesso gli consente di intensificare la sua attenzione

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Parole chiave

piani di sviluppo
maria montessori e metodo
educazione alla pace e alla cittadinzanza attiva
montessori e la realta' odierna
comunita' educanti
materiali di sviluppo
metodo montessori e tecnologie
montessori e neuroscienze
educazione cosmica
ambiente preparato e maestro paziente

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