Skip to content

I Licenziamenti Disciplinari

Il riconoscimento del potere disciplinare nell’ambito del rapporto di lavoro sembra ci fosse già nei primi anni del 1900, viste le numerose decisioni dei Collegi dei probiviri che fanno riferimento a “sanzioni disciplinari”, previste ed applicate in virtù del riconoscimento del diritto di tutela dell’imprenditore avverso le negligenze e le colpe dei dipendenti.
Il primo accenno legislativo alla “sanzione disciplinare” pare individuabile nell’art. 9 della legge N. 562/1926, il quale prevedeva la perdita del preavviso e dell’indennità d’anzianità qualora “fosse intervenuta una mancanza così grave da non consentire la prosecuzione del rapporto”. Si trattava in ogni modo di una normativa che si riferiva ad entrambe le parti, lontana dalla tipizzazione della sanzione disciplinare.
Ulteriore fonte legislativa può essere l’art. 8 del R.D. n. 1251/1928, il quale prevedeva il rifiuto della pubblicazione dei contratti collettivi non recanti norme in materia disciplinare. Una enunciazione più precisa, ma ancora insufficiente, è nella XIX dichiarazione della Carta del lavoro dove si faceva cenno al principio della proporzionalità e si aveva un’elencazione sommaria delle possibili pene.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
5 I IN NT TR RO OD DU UZ ZI IO ON NE E IL POTERE DISCIPLINARE DEL DATORE DI LAVORO: AMBITO APPLICATIVO E SUOI LIMITI In origine, le parti di un rapporto di lavoro disponevano di piena libertà nel costituire, disciplinare e sciogliere il rapporto stesso. L’unico limite all’autonomia privata era contenuto nell’art. 1628 del Cod. civ. del 1865, in base al quale “nessuno poteva porsi all’altrui servizio se non a tempo o per una determinata impresa”. Il Codice Civile del 1865 pensò a tutelare la temporaneità del rapporto e non la sua continuità. Il riconoscimento del potere disciplinare nell’ambito del rapporto di lavoro sembra ci fosse già nei primi anni del 1900, viste le numerose decisioni dei Collegi dei probiviri che fanno riferimento a “sanzioni disciplinari”, previste ed applicate in virtù del riconoscimento del diritto di tutela dell’imprenditore avverso le negligenze e le colpe dei dipendenti. Il primo accenno legislativo alla “sanzione disciplinare” pare individuabile nell’art. 9 della legge N. 562/1926, il quale prevedeva la perdita del preavviso e dell’indennità d’anzianità qualora “fosse intervenuta una mancanza così grave da non consentire la prosecuzione del rapporto”. Si trattava in ogni modo di una normativa che si riferiva ad entrambe le parti, lontana dalla tipizzazione della sanzione disciplinare. Ulteriore fonte legislativa può essere l’art. 8 del R.D. n. 1251/1928, il quale prevedeva il rifiuto della pubblicazione dei contratti collettivi non recanti norme in materia disciplinare. Una enunciazione più precisa, ma ancora insufficiente, è nella XIX dichiarazione della Carta del lavoro dove si faceva cenno al principio della proporzionalità e si aveva un’elencazione sommaria delle possibili pene. Diverso fu il contesto in cui si inserì il Codice Civile del 1942, che con l’art. 2118, stabiliva che “ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato” senza fornire alcuna motivazione. Venne cos’ introdotta l’ipotesi di licenziamento ad nutum, che implicava come unico vincolo per la parte recedente quello di dare regolare preavviso alla controparte, salvo che in caso di giusta causa. La previsione della figura del recesso ad nutum si giustificava con l’intento di garantire, da un lato, la libertà individuale delle parti rispetto ai vincoli contrattuali a tempo indeterminato e, dall’altro, l’uguaglianza tra le parti

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Il miglior software antiplagio

L'unico servizio antiplagio competitivo nel prezzo che garantisce l'aiuto della nostra redazione nel controllo dei risultati.
Analisi sicura e anonima al 100%!
Ottieni un Certificato Antiplagio dopo la valutazione.

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Pessina
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Economia
  Corso: Marketing
  Relatore: Luigi  Angiello
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 113

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l’utente che consulta la tesi volesse citarne alcune parti, dovrà inserire correttamente la fonte, come si cita un qualsiasi altro testo di riferimento bibliografico.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Per tradurre questa tesi clicca qui »
Scopri come funziona »

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

potere disciplinare
sanzione disciplinare
licenziamenti disciplinari

Tesi correlate


Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi