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Profili economici e giuridici dell'anatocismo bancario

Informazioni tesi

  Autore: Antonio Vella
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: UKE - Università Kore di Enna
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Alfonso Provvidenza
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 40

Il fenomeno dell’anatocismo bancario è una particolare forma di remunerazione del credito, spesso adottata dagli intermediari finanziari, che nel nostro ordinamento è stato oggetto, nel corso degli anni, di numerosi interventi legislativi e giurisprudenziali tali ad evitare possibili fenomeni usurari e proteggere il cliente-consumatore da eventuali peggioramenti economici, a volte irreversibili, determinati dai meccanismi lucrativi, poco trasparenti, messi in atto da parte degli istituti di credito.
Per approfondire il tema dell’anatocismo bancario, nel primo capitolo, viene condotta un’analisi di carattere normativo-giurisprudenziale a partire dall’origine storica del fenomeno anatocistico. Successivamente viene approfondito il tema riguardo il percorso legislativo italiano dell’anatocismo, da quanto previsto dall’articolo 1283 c.c. fino ad arrivare alle più recenti disposizioni dettate dalla modifica dell’art. 120 comma 2 del Testo Unico Bancario operata nel 2016 e la delibera del Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio dell’Agosto 2016. Tale percorso d’analisi normativa è scandito da numerosi approfondimenti di carattere giurisprudenziale che hanno più volte stravolto il quadro normativo che regola l’anatocismo e ne hanno stimolato i numerosi interventi da parte del legislatore.
Nel secondo capitolo, nell’ottica di chiarire alcuni aspetti tecnici relativi al fenomeno dell’anatocismo bancario, vengono esaminati il contratto di conto corrente bancario e alcune tipologie di apertura di credito, tra cui il fido. Inoltre si spiegano le differenze riguardo ai metodi di capitalizzazione semplice e composta degli interessi, i casi specifici delle commissioni di massimo scoperto e il particolare funzionamento del conto anticipi. L’analisi del fenomeno prosegue con la trattazione delle rimesse, solutorie e ripristinatorie, il caso del fido di fatto, e i termini di prescrizione per la ripetizione dell’indebito. In conclusione si analizza il mutuo bancario ordinario e fondiario e i riflessi anatocistici sulle rate previste dal piano di ammortamento.

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  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
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  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 40

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CAPITOLO II Anatocismo nei Rapporti di Conto Corrente e di Mutuo Bancario II.1 Anatocismo nei Rapporti di Conto Corrente Bancario Il contratto di conto corrente bancario (o di corrispondenza), disciplinato dal codice civile nel libro IV al capo XVII rubricato “Dei contratti bancari” sotto la sezione V intitolata “Delle operazioni bancarie regolate in conto corrente”, è un contratto con cui la banca si impegna a svolgere, nell’interesse del cliente, definito correntista, un servizio di contabilità e cassa che comprende una pluralità di operazioni in entrata e in uscita. 1 Il servizio di cassa può essere svolto solo in presenza di fondi: al contratto di conto corrente si aggiunge un contratto di deposito (art. 1834 c.c.) qualora i fondi appartengano al cliente, o di apertura di credito (art. 1842 c.c.) qualora i fondi siano prestati dalla banca previa concessione di un fido. Tale contratto, che può essere sottoscritto sia da persone fisiche che giuridiche, è un contratto di adesione, definito atipico, complesso di singoli contratti oggetto delle singole operazioni bancarie previste e regolate dagli artt. 1852-1857 c.c., va redatto in forma scritta a pena di nullità come previsto dall’art. 117 del TUB e va distinto dal contratto di conto corrente ordinario, contratto tipico, previsto e regolato dagli articoli 1823-1833 del codice civile. La giurisprudenza definisce il conto corrente bancario come “contratto per effetto del quale la banca nel presupposto dell’esistenza presso di se di una disponibilità a favore del cliente, si obbliga a prestare un servizio, consistente in sostanza in un servizio di cassa, ossia nel provvedere per conto del cliente correntista, su suo ordine diretto ed indiretto e con le sue disponibilità, ai pagamenti e alle riscossioni. In tale contratto, ben diverso da quello di conto corrente (ordinario), la creazione di disponibilità può essere l’effetto di un deposito bancario, di un’apertura di credito, di un’anticipazione bancaria o di altro contratto bancario. I due contratti di (quello di conto corrente e quello diretto alla creazione della disponibilità) sono strutturalmente autonomi, benché funzionalmente collegati. Il conto corrente di corrispondenza ha natura di contratto misto, alla cui costituzione concorrono, insieme coi principi del mandato, che hanno una posizione preminente nella struttura e disciplina, anche elementi di altri negozi”. 2 I contratti relativi alle varie forme di affidamento che interagiscono con il contratto di conto corrente bancario sono separati e intervengono in un momento successivo a quello di apertura di quest’ultimo: tali contratti sono considerati accessori e si appoggiano funzionalmente al conto corrente anche se hanno una propria autonomia negoziale. Con riferimento al conto corrente, in un dato momento, il risultato della somma algebrica delle operazioni in dare (addebitamenti) e in avere (accreditamenti) è prende il nome di saldo. 1 Cfr. A. Izzo, Anatocismo usura e contratti bancari, Giuffrè, 2016, pag. 21. 2 Cassazione Civ. n. 3637 del 1968.
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Parole chiave

banche
interessi
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