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“Narrare i rifiuti. Le immagini della spazzatura nei romanzi di Barbaro, Teobaldi e Riccarelli”

Estratto della Tesi di Sara Stangherlin

Estratto dalla tesi: “Narrare i rifiuti. Le immagini della spazzatura nei romanzi di Barbaro, Teobaldi e Riccarelli”
20 
Cina, la maggior parte dei contadini vive intorno al riciclaggio dei rifiuti tecnologici, 
sventrando computer e telefonini, con enormi rischi per la salute e l‟ambiente
30
. 
  È chiaro come l‟identità tra persone e rifiuti vada, in questi ultimi casi, al di là di una 
occupazione professionale ad ogni modo dignitosa, o di un passatempo poco costoso e 
creativo: abbraccia per intero la condizione del diverso che è ridotto in una situazione 
tale da dover sopravvivere con le dissipazioni di qualcun altro. Questa umanità di scarto 
era già stata prefigurata, nello scenario proto-industriale del XIX secolo, in quella 
categoria sociale che Marx chiamava Lumpenproletariat: una massa di individui 
collocati nei bassifondi della società civile, priva di qualsivoglia utilità e di qualsiasi 
potenziale rivoluzionario, ben distinta dal proletariato industriale; in pratica pura 
putrefazione passiva e per giunta pericolosa, «nella quale si reclutano ladri e delinquenti 
di ogni genere che vivono dei rifiuti della società; gente senza un mestiere definito, 
vagabondi, gente senz‟arte né parte»
31
. Condizioni simili si trovano anche nell‟attuale 
post-modernità liquida, ben analizzata da Bauman
32
, secondo il quale la produzione di 
«rifiuti umani», di soggetti scartati, in esubero, eccedenti, a cui non si può o non si vuole 
dare riconoscimento, è un risultato inevitabile della modernizzazione. Egli si sofferma 
soprattutto sulla condizione incerta e transitoria dei rifugiati e degli immigrati, ma le sue 
considerazioni si possono estendere con facilità a qualsiasi gruppo o individuo 
marginale. Questi soggetti vengono privati dell‟identità di persone e  incarnano “il 
rifiuto umano” per eccellenza, senza nessuna funzione utile da svolgere sulla terra, privi 
                                                 
30
 Sul tema si veda l‟interessante articolo di MAURIZIO RICCI, La civiltà dell‟usa-e-getta soffocata dai suoi 
rifiuti, in «la Repubblica», 1 marzo 2009. 
31
 KARL MARX, Lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850, trad. it. di Palmiro Togliatti, Roma, Editori 
Riuniti, 1992, p. 26 (Hamburg, 1850). 
32
 Il sociologo lega tra di loro concetti quali il consumismo e la creazione di rifiuti umani, la 
globalizzazione e 'l'industria della paura', lo smantellamento delle sicurezze e una vita 'liquida' sempre più 
frenetica, costretta ad adeguarsi alle attitudini del 'gruppo' per non sentirsi esclusa. L'emarginazione 
sociale elaborata da Bauman non si basa più sull'estraneità al sistema produttivo o sul non poter comprare 
l'essenziale, ma sul non poter comprare per sentirsi parte della modernità. Il povero, nella vita liquida, 
cerca di standardizzarsi agli schemi comuni, ma prova frustrazione se non riesce a sentirsi come gli altri, 
cioè accettato nel ruolo di consumatore.

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“Narrare i rifiuti. Le immagini della spazzatura nei romanzi di Barbaro, Teobaldi e Riccarelli”

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Informazioni tesi

  Autore: Sara Stangherlin
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filologia e letteratura italiana
  Relatore: Ilaria Crotti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 208

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Parole chiave

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