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Storia della polizia locale. Specificità del caso italiano

Estratto della Tesi di Massimo Cappai

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15 e della “sicurezza urbana”, è stata bocciata in parte perché secondo i giudici della Consulta concedeva poteri non sufficientemente delimitati dalla legge ai primi cittadini. In particolare, i giudici hanno ritenuto violati gli articoli 3, 23 e 97 della Costituzione riguardanti il principio di eguaglianza dei cittadini, la riserva di legge ed il principio di legalità sostanziale in materia di sanzioni amministrative. Le ordinanze dei sindaci, così come previste dal "Pacchetto Sicurezza", si legge nella sentenza, incidono “sulla sfera generale di libertà dei singoli e delle comunità amministrate, ponendo prescrizioni di comportamento, divieti, obblighi di fare e di non fare, che, pur indirizzati alla tutela di beni pubblici importanti, impongono comunque, in maggiore o minore misura, restrizioni ai soggetti considerati”. Ma, continua la Consulta, “la Costituzione italiana, ispirata ai principi fondamentali della legalità e della democraticità, richiede che nessuna prestazione, personale o patrimoniale, possa essere imposta, se non in base alla legge”, così come previsto dall'art. 23 della Carta. “Pertanto nel prevedere un potere di ordinanza dei sindaci, quali ufficiali del Governo, non limitato ai casi contingibili e urgenti”, il "Pacchetto Sicurezza" “viola la riserva di legge relativa” perché “non prevede una qualunque delimitazione della discrezionalità amministrativa in un ambito, quello della imposizione di comportamenti, che rientra nella generale sfera di libertà dei consociati. Questi ultimi sono tenuti, secondo un principio supremo dello Stato di diritto, a sottostare soltanto agli obblighi di fare, di non fare o di dare previsti in via generale dalla Legge”. “L’assenza di una valida base legislativa” nell'amplio potere di ordinanza conferito ai sindaci non solo “incide negativamente sulla garanzia di imparzialità della pubblica amministrazione, ma lede anche il principio di eguaglianza dei cittadini davanti alla legge”. In pratica la pronuncia di incostituzionalità ha avuto ad oggetto la sola parola “anche” sopra evidenziata. Così, un passo che era stato presentato come molto importante verso la nuova dimensione del federalismo e fortemente voluta dai sindaci leghisti, che peraltro coinvolgeva direttamente la polizia locale quale struttura di vigilanza alle dirette dipendenze del sindaco, è stato cancellato dal diritto italiano. Rientravano tra tali provvedimenti tutte le varie ordinanze sindacali 6 6 In quel periodo i sindaci che pronunciarono tali provvedimenti vennero definiti dalla stampa nazionale e locale “sindaci – sceriffi”. Anche la stampa internazionale si interessò al nostro paese, ad esempio “Tourists beware: if it's fun, Italy has a law against it”, in The Independent, 17.8.2008, Londra; “En Italie, les «maires-shérifs» ont désormais les coudées franches en matière de loi et d'ordre”, in Le Monde, 13.8.2008, Parigi. che in quel periodo sono fiorite per impedire comportamenti di fatto non vietati dalle leggi, ma che a seconda della latitudine
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Storia della polizia locale. Specificità del caso italiano

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Informazioni tesi

  Autore: Massimo Cappai
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Amministrazione e Politiche Pubbliche (Lm-63)
  Relatore: Maria Chiara Giorgi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 251

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fascismo
urbani
polizia
locale
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