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Il significato del dolore. Una lettura antropologica.

Estratto della Tesi di Alessia Rizzo

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9 morte, manifestazione di una volontà suprema che spegne gli ardori dei nostri desideri, ci sottrae persone care, distrugge i nostri ideali ai quali abbiamo aspirato fino a considerarli la nostra ragione di essere. Di fronte all’ineluttabilità della morte alcuni si domandano: «La vita merita di essere vissuta o no? Le nostre lotte valgono la pena di essere disputate o no? Dobbiamo rassegnarci alla disperazione o continuare a coltivare la luce della speranza?». Tali perplessità interrogano le religioni e chiedono ad esse risposte convincenti. Per un cattolico il dolore, la sofferenza, è un mezzo per guadagnarsi il paradiso, per espiare i peccati, una componente obbligata nella vita su questa terra spesso sgradevolmente segnata dalla sofferenza cui seguirà una fase di pienezza, di felicità, il paradiso purché meritato. Il dolore, in sintesi, è considerato un elemento positivo, la cui valutazione è funzione della cultura, del credo religioso. La sua accettazione è un mezzo per adeguare il comportamento del credente ai disegni divini. Se si pone la domanda ad un abitante dell’Asia, educato nell’ambito della filosofia taoista che ha prodotto il primo tentativo di codificazione della terapia del dolore (l’agopuntura), la risposta è che la sofferenza altro non è che il risultato di uno squilibrio tra le due forze che condizionano il mondo (l’In e lo Yang: lato in ombra della collina (yin) e il lato soleggiato della collina (yang), insomma; la morte e la vita) il cui equilibro significa benessere, lo squilibrio malessere, malattia dolore. (D’Agostino, Vibaek, 1989, 277). Ognuno di noi, ovviamente, percepisce il dolore in base a vari aspetti, condizioni sociali e culturali e in base alla gravosità di tale dolore. Si reagisce in maniera diversa a una ferita o a un identico disturbo. Il dolore è solo e solamente di una persona, questo non si può né spiegare e né tradurre. È individuale, ognuno lo percepisce in maniera diversa a seconda del tipo di dolore che si sperimenta. Non posso capire il dolore dell’altro se prima non lo provo personalmente, sulla mia pelle. Ma anche qui, ovviamente non si può dire che la sofferenza sia tale e quale quella dell’altro, posso soffrire, stare male, ma ognuno, la vive in maniera diversa, può essere più intensa, lieve o comunque solamente accettato in
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Il significato del dolore. Una lettura antropologica.

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Informazioni tesi

  Autore: Alessia Rizzo
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze della Formazione continua
  Relatore: Elisabetta Di Giovanni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 106

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Parole chiave

dolore
significato del dolore
antropologia del dolore
fenomenologia del dolore
il dolore e le religioni
dolore e carcere

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