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Survivin protegge il rene trapiantato dai danni da ischemia/riperfusione (I/R)

Estratto della Tesi di Fabiana Rapezzi

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2. INTRODUZIONE Pag 12 trapiantato aveva antigeni comuni al nuovo organo, oppure nel caso di una precedente trasfusione di sangue o gravidanza. Rigetto acuto (o cellulare): può manifestarsi in qualsiasi momento dopo il trapianto: giorni, settimane o mesi. ¨ dovuto essenzialmente a cellule T alloreattive contro antigeni dell’organo trapiantato. In una prima fase i linfociti T del ricevente riconoscono gli antigeni estranei, si attivano, proliferano e contribuiscono ad attivare altre cellule del sistema immunitario, tra cui i macrofagi e i linfociti B, che cominciano a produrre anticorpi. In una seconda fase, dopo aver infiltrato il tessuto trapiantato, le cellule T e le altre cellule del sistema immunitario, attivate, lo attaccano esercitando un’azione citotossica. Il rigetto acuto è, quindi, una risposta cellulo- mediata e per questo è definito anche rigetto cellulare. ¨ la forma di rigetto piø frequente ed è il motivo principale per cui i pazienti trapiantati devono prendere farmaci immunosoppressori per il resto della loro vita. Rigetto cronico: è un lento processo che causa un progressivo declino della funzione dell’organo trapiantato, fino alla perdita totale di funzionalità. ¨ caratterizzato da fibrosi del parenchima e dei vasi sanguigni, con proliferazione delle cellule della parete vasale e graduale ostruzione del lume dei vasi. Viene indicata così anche la reazione continua del sistema immunitario contro il nuovo organo. Il rigetto cronico porta in genere alla perdita dell’organo e alla necessità di un nuovo trapianto in una decina d’anni. Può essere successivo ad un danneggiamento dell’organo trapiantato dovuto, ad esempio, ad un precedente rigetto acuto, al fenomeno dell’ischemia/riperfusione (I/R), alla tossicità dei farmaci immunosoppressori o a infezioni virali. Per prevenire il rigetto d’organo, escluso il caso del trapianto tra gemelli monozigoti, è necessario mantenere un certo livello di immunosoppressione durante tutta la vita. Generalmente si usa una triplice terapia, con la combinazione di un corticosteroide anti- infiammatorio (come il prednisone), un inibitore di un pathway cellulare (come la ciclosporina A) ed un anti-proliferativo inibitore della sintesi di purine (come l’azatioprina). Spesso la dose dei farmaci viene diminuita nel corso dei mesi e degli anni, per ridurre al minimo gli effetti collaterali. Qualsiasi farmaco immunosoppressore, infatti, presenta effetti collaterali che influiscono pesantemente sulla qualità della vita di un paziente trapiantato. Il piø grosso problema è che questi farmaci inibiscono in modo indiscriminato tutte le risposte immunitarie, aumentando il rischio di sviluppare infezioni e tumori. Inoltre, molti di essi possono risultare tossici per l’attività di alcuni organi, come reni e fegato (Janeway et al, 2005).
Estratto dalla tesi: Survivin protegge il rene trapiantato dai danni da ischemia/riperfusione (I/R)

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Survivin protegge il rene trapiantato dai danni da ischemia/riperfusione (I/R)

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Informazioni tesi

  Autore: Fabiana Rapezzi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Biotecnologie industriali
  Relatore: Maria Foti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 111

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Parole chiave

infiammazione
apoptosi
rene
ischemia
trapianto
proliferazione cellulare
riperfusione
survivin
trapianto renale

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