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Postresuscitation care e Ipotermia post Arresto Cardiaco: dalle linee guida al nostro contesto clinico

Estratto della Tesi di Laura Di Stefano

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Capitolo 2 Arresto Cardiocircolatorio 2.1 Dimensioni del problema ed epidemilogia L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha calcolato che l’incidenza ci arresto cardiaco ex- traospedaliero risulta essere, nei paesi industrializzati, di circa 1 su 1500 adulti ogni anno; ciò significa che 375.000 persone in Europa hanno un arresto cardiaco improvviso ogni anno. Il numero di pazienti che sopravvivono alla dimissione dall’ospedale resta basso: in una recente meta-analisi la percentuale di sopravvivenza registrata è stata tra il 6,7 e 8,4% 20 . L’arresto cardiaco extraospedaliero è la terza causa principale di morte negli USA. Per quanto riguarda l’Italia, l’INSTAT ha calcolato che nel 2004 sono state circa 223.400 le persone che sono decedute per cause cardiovascolari, di cui 100.400 di ses- so maschile e 123.000 di sesso femminile, rappresentando ancora una volta la prima causa di morte, con una tasso standardizzato di 26,26 per 10 mila abitanti 21 . Il 65% degli arresti cardiaci che si verifi- cano in ambito extraospedaliero nella popolazione adulta riconosce una causa cardiologica e di questi l’80% dei casi è riconducibile ad una patologia coronarica. Per questi motivi il 60% degli arresti car- diaci extraospedalieri insorge con la fibrillazione ventricolare e con la tachicardia ventricolare senza polso, percentuale che scende però al 40% se si considera il ritmo riscontrato nel monitor nella prima analisi, poiché la fibrillazione ventricolare tende ad evolvere rapidamente in asistolia. In letteratura la sopravvivenza complessiva alla dimissione dall’ospedale riportata dopo un ACC extraospedaliero è del 6% circa; in alcuni studi viene riportata una sopravvivenza dell’8% per l’arresto cardiaco im- provviso in casa e del 18% quando esso insorge fuori casa. La sopravvivenza infine presenta un range variabile tra 1% se il ritmo di esordio è l’asistolia o la PEA ed il 30-45% se il ritmo di esordio è invece la fibrillazione ventricolare o la TV senza polso. Per quanto riguarda invece l’arresto cardiaco 4
Estratto dalla tesi: Postresuscitation care e Ipotermia post Arresto Cardiaco: dalle linee guida al nostro contesto clinico

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Postresuscitation care e Ipotermia post Arresto Cardiaco: dalle linee guida al nostro contesto clinico

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Informazioni tesi

  Autore: Laura Di Stefano
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Luigi Ferrante
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 71

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Parole chiave

rianimazione
118
arresto cardiocircolatorio
blsd
arresto cardiaco
ipotermia terapeutica
catena della sopravvivenza
danno celebrale

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