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L'essere madre in carcere: relazioni educative e progettualità

Estratto della Tesi di Sara Cambieri

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1.2 Cenni normativi In questo capitolo si intendono presentare quelle che sono le principali norme italiane riguardanti la sfera affettiva del detenuto. Il primo risultato legislativo delle attività parlamentari sull’ordinamento carcerario arrivò nel 1975 con la legge 26 luglio 1975, n. 354 “Norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure preventive e limitative della libertà” con cui venne varata la nuova riforma organica degli istituti di diritto penitenziario. La legge si compone di 91 articoli suddivisi in due titoli: il primo riguardante il trattamento penitenziario (art. 1-58); il secondo riguardante l’organizzazione penitenziaria (art. 59-91). I punti principali di questa legge sono: il principio della qualificazione del trattamento, la disciplina del lavoro in carcere, la creazione di nuove forme di operatori specializzati, le misure alternative alla detenzione. Inoltre gli istituti di tipo penitenziario vengono a distinguersi in: istituti di custodia preventiva, istituti per l'esecuzione delle pene, istituti per l'esecuzione delle misure di sicurezza, centri di osservazione. Gli istituti di custodia preventiva si dividono in case mandamentali e circondariali. Le prime sono istituite nelle piccole città, a disposizione del Tribunale ordinario. Le seconde sono istituite nei capoluoghi di circondario, a disposizione di ogni autorità giudiziaria. Entrambe assicurano la custodia degli imputati e dei fermati o arrestati dalla polizia. Gli istituti per l'esecuzione delle pene comprendono: case di arresto e case di reclusione. Gli istituti per l'esecuzione delle misure di sicurezza detentive si distinguono in: colonie agricole, case di lavoro, case di cura e custodia, ospedali psichiatrici giudiziari. I centri di osservazione sono costituiti come istituti autonomi o come sezioni di altri istituti. Qui si svolgono le attività di osservazione, inserite poi nella cartella personale del detenuto. Passiamo adesso agli articoli di tale legge riguardanti la sfera dell'affettività: Art. 28 Rapporti con la famiglia Particolare cura è dedicata a mantenere, migliorare o ristabilire le relazioni dei detenuti e degli internati con le famiglie. Art. 30 Permessi Nel caso di imminente pericolo di vita di un familiare o di un convivente, ai condannati e agli internati può essere concesso dal magistrato di sorveglianza il permesso di recarsi a
Estratto dalla tesi: L'essere madre in carcere: relazioni educative e progettualità

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L'essere madre in carcere: relazioni educative e progettualità

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Informazioni tesi

  Autore: Sara Cambieri
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze Pedagogiche e dell'Educazione
  Relatore: Andrea Traverso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 88

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