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Comunicazione d'impresa e intolleranze alimentari: la percezione del consumatore

Estratto della Tesi di Melissa Bianchini

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12 -L’intolleranza alimentare coinvolge il metabolismo, ma a differenza dell’allergia, non coinvolge il sistema immunitario. Anche l’intolleranza può provocare vari sintomi, simili a quelli causati dall’allergia (ad esempio nausea, diarrea e crampi allo stomaco); essa si manifesta quando il corpo non riesce ad assimilare e digerire correttamente un alimento o un componente alimentare (ad esempio i soggetti intolleranti al lattosio, hanno una carenza di lattasi, l’enzima che normalmente scinde il lattosio in glucosio e galattosio). A differenza degli individui allergici, le persone che hanno un’intolleranza riescono nella maggior parte dei casi a sopportare piccole quantità dell’alimento causante sintomi, senza svilupparli; fanno eccezione i soggetti celiaci e gli intolleranti al solfito. Nei successivi paragrafi mi riferirò principalmente alla celiachia e all’intolleranza al lattosio, essendo le due intolleranze alimentari più comuni. 1.2 La celiachia 5 1.2.1 Brevi cenni storici Le prime documentazioni di sindrome da malassorbimento, risalgono al I secolo d.C., dal medico Areteo di Cappadocia, chiamandola “diatesi celiaca” (celiaca deriva dal greco κοιλιακός, koiliakos che rimanda all’addome). Areteo stilò il volume “Affezione Celiaca” in cui descriveva i sintomi (tipici della celiachia) intrattabili di un paziente, ritenendo che fossero causati da una mancanza di calore nello stomaco, utile per digerire correttamente il cibo e assorbirne le sostanze nutritive; le cause, per Areteo, erano da ricercarsi in un’altra malattia cronica o dal consumo di abbondante acqua fredda. Fu un pediatra, Samuel Gee, nel 1887 a fornire la prima descrizione, in epoca moderna, della condizione dei pazienti in età pediatrica, a una conferenza presso il Great Street Hospital di Londra. Descrisse la sintomatologia ed intuì che la causa era da ricercare in un alimento, anche se non aveva identificato quale fosse il responsabile. Nel 1940 un altro pediatra di origini olandesi, Willem Karel Dicke, collegò la sintomatologia al grano. Probabilmente il miglioramento nei suoi pazienti durante la carestia olandese del 1944, contribuì alla scoperta, notò infatti che in mancanza di pane, il tasso di mortalità dei bambini affetti da malattia celiachia diminuì sensibilmente, ma tornò ai livelli precedenti, quando il grano tornò a disposizione. Solo nel 1952 un gruppo di ricerca di Birmingham attribuì le cause al glutine. Nel 1954, il medico John Paulley descrisse l’atrofia dei villi intestinali, in seguito all’osservazione di campioni prelevati 5 Riferimenti tratti da: www.celiachia.it, www.eufic.org, www.celiachiamo.it, www.celiachiaitalia.it, http://www.sintomi-celiachia.it/.
Estratto dalla tesi: Comunicazione d'impresa e intolleranze alimentari: la percezione del consumatore

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Comunicazione d'impresa e intolleranze alimentari: la percezione del consumatore

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Informazioni tesi

  Autore: Melissa Bianchini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Comunicazione d'Impresa e Marketing
  Relatore: Franco Guzzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 180

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Parole chiave

marketing
alimentazione
comunicazione d'impresa
allergie
consumer
food
celiachia
lattosio
intolleranze
melissa bianchini

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