Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Censura, opinione pubblica e libertà di pensiero. Le dinamiche del potere in Occidente in relazione ai caratteri morali e politico-religiosi

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Federico Tosseghini Contatta »

Composta da 59 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1275 click dal 13/06/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Federico Tosseghini

Mostra/Nascondi contenuto.
scientifici, possibilità che con il libro manoscritto solo in pochi abbienti avevano. L'avvento della stampa e delle sue potenzialità sovversive rappresentarono una minaccia per le autorità ecclesiastiche e laiche, che reagirono rendendo la censura più rigorosa ,organizzata e intensificando le attività di controllo e repressione. Le forme di censura antecedenti alla invenzione della stampa a caratteri mobili erano meno organizzati e porose. I principi secondo cui il libro a stampa è di per sé veicolo di salvezza libertà individuale e coscienza civile rende questo oggetto il primo pericolo per le autorità costituite e per questo soggetto a istituti e a pratiche volte al suo controllo e alla vigilanza. Sarebbe riduttivo indicare la fine delle attività censorie con il celebre articolo 11 della Dèclaration des droits de l’homme et du citoyen del 1789. Non è riduttivo indicare però il 1700 come l’epoca d’inizio della crisi e del declino delle attività censorie di organizzate di carattere ecclesiastica 19 con la sostituzione di esse con organismi laici di competenza statale. Il valore del articolo 11 e del precedente Bill of Rights inglese rappresentano il seme del principio universale di libertà di espressione e di stampa caratteristica delle Costituzioni liberali di diritto contemporanee. Il 10 dicembre 1948 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite proclamava la Dichiarazione universale dei diritti umani. Un documento che riguardava tutte le persone del mondo, senza distinzioni. Per la prima volta veniva scritto che esistono diritti di cui ogni essere umano deve poter godere per la sola ragione di essere al mondo 20 . 19 Per quanto riguarda i Paesi laici in cui vi è separazione tra “legge divina” e “legge degli uomini”. 20 L’assemblea generale proclama la presente dichiarazione universale dei diritti umani come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l'universale ed effettivo 15
Estratto dalla tesi: Censura, opinione pubblica e libertà di pensiero. Le dinamiche del potere in Occidente in relazione ai caratteri morali e politico-religiosi