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Evoluzione di un proemio: eredità e metamorfosi in Esiodo e Nonno di Panopoli

Laurea liv.I

Facoltà: Scuola di Lettere e Beni culturali

Autore: Beatrice Generali Contatta »

Composta da 82 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 220 click dal 09/09/2016.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Beatrice Generali

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2.1 Esiodo. L'età arcaica viene inaugurata con fasto e prestigio dall'epica didascalica di Esiodo con la stesura dei 1.022 versi della Teogonia, primo tentativo di delineare un autorevole affresco genealogico che schematizzi in ordine cronologico, serrato e scevro di immagini mitiche, il racconto della creazione dell'Ordine stesso, dando vita al primo embrionale e coerente sistema filosofico 23, come da più parti si ritiene. È il momento in cui si assiste all'emergere di condizioni concrete nelle quali ha potuto operarsi la mutazione dal pensiero religioso a quello razionale 24 . Nel caso di una poesia per così dire seria, didascalica, che mira ad istruire più che a divertire, le rivelazioni che l'ispirazione divina mostra al poeta consistono, come testimonia il proemio di Esiodo, nella narrazione veridica delle “origini” 25 : divulgando ciò che rimane celato tra le pieghe della profondità insondabile del tempo, il poeta reca, nella forma stessa dell'inno, la rivelazione di una verità che è ancora permeata di un doppio carattere, uno di mistero religioso e uno di dottrina soteriologica. Il poeta riassume nella sua persona la prima ambiguità, apparendo come indovino, poeta, saggio, iniziato, eletto, beneficiato d'una grazia divina. La visione divinatoria del poeta ispirato si pone all'insegna della dea Mnemosyne 26 , madre delle Muse, portatrice e relatrice di una memoria che evoca molto più che il ricordo individuale. 23 È forse superfluo precisare che non si intende qui proporre Esiodo come primo filosofo, piuttosto insistere sulla non antiteticità alle origini di poesia epica e di filosofia. 24 Cf. C.O. Pavese, Studi sulla tradizione epica rapsodica, Roma, Edizioni dell’Ateneo, 1974, 88-9. 25 Che la storia del pensiero greco debba fatta essere cominciare con Esiodo è una convinzione che risale addirittura ad Aristotele, ma non credo sia accettabile, la posizione del grande pensatore, per il quale Esiodo si sarebbe consapevolmente posto il problema del principio di tutte le cose, sia pure collocando il pensiero esiodeo in una fase prescientifica della storia della filosofia. 26 Cf. J.-P. Vernant, Mito e pensiero presso i Greci, Torino 1970 (ed. orig. Paris 1965), 41 sgg; M. Simondon, La memoire et l’oubli dans la pensée grecque jusq’à la fin du V ͥ ͤ S. av.J.C., Paris, 1982, 112 sgg. 12
Estratto dalla tesi: Evoluzione di un proemio: eredità e metamorfosi in Esiodo e Nonno di Panopoli