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Omar Sy a Pardonnez-moi: traduzione in italiano di un audiovisivo

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Valentina Attanasio Contatta »

Composta da 53 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 149 click dal 12/10/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Valentina Attanasio

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7 condizionando in maniera differente la propensione verso l’una o l’altra forma di trasposizione. 2.5. Nozioni chiave per il traduttore Una piccola premessa di rende necessaria. In quanto branca degli studi traduttologici, anche la traduzione audiovisiva necessita di alcuni criteri guida di cui il traduttore possa servirsi ai fni di elaborare un “metatesto” (ossia un testo di arrivo) che rispetti quanto più possibile il “prototesto” (ossia il testo di partenza), non solo a livello formale, ma anche a livello semantico tenendo poi conto delle intenzioni dell’autore originario, del tipo di prodotto che si sta traducendo e quindi del tipo di pubblico cui è indirizzato. E in ultimo, ma assolutamente non meno importante, il traduttore deve sempre tenere presenti durante il suo lavoro, i vincoli derivati dalla componente visiva, che è immutabile. Deve quindi obbligatoriamente considerare le necessità di sincronizzazione che emergono nella traduzione di un testo audiovisivo, sebbene non sempre questa debba essere perfetta. Ad esempio, il sottotitolatore dovrà indubbiamente sincronizzare il sottotitolo con il personaggio che interloquisce ma sicuramente dispone di una maggiore elasticità rispetto al doppiaggio dove il sincronismo deve essere assolutamente perfetto. Si esplicita che i criteri di seguito esposti sono enunciati ne “La traduzione audiovisiva” di Elisa Perego, e che alcuni di essi si basano sui lavori di importanti studiosi come Vinay, Daberlnet e Nida. 2.5.1. Criteri fondamentali Di seguito, si elencano i principali criteri di cui si deve tener conto nella traduzione di un audiovisivo: • Equivalenza: tale concetto riguarda “la natura e il tipo di relazioni che si instaurano tra testo originale e testo tradotto” (Perego, 2005, p.41). L’equivalenza si stabilisce primariamente su due livelli: essa può essere formale o dinamica. Nel primo caso si intende un’equivalenza a livello di strutture sintattiche e morfologiche tra testo di partenza e testo di arrivo. In realtà questo tipo di equivalenza è quasi impossibile da ottenere, in quanto presupponendo che non “esiste isomorfsmo tra le lingue, non potrà mai verifcarsi il caso in cui si instauri una relazione di assoluta corrispondenza tra il modo di concettualizzare di lingue diverse” (Perego, 2005, p.42). Il concetto di equivalenza dinamica, detta anche connotativa o situazionale, prescinde invece dalla componente linguistica ed “è basata sull’effetto equivalente del testo di arrivo sul fruitore” (Perego, 2005, p.43). In altre parole, ciò che conta è la replica della situazione originale, anche utilizzando forme linguistiche molto differenti da quelle usate dal prototesto. Centrale risulta infatti “la relazione tra messaggio e ricevente” (Perego, 2005, p.43). Nella traduzione audiovisiva, il rispetto di questo criterio è reso maggiormente complicato dalle particolari costrizioni tecniche che questo settore implica sebbene debba essere comunque tenuto in considerazione ai fni di avere una traduzione di buona qualità. • Adeguatezza: questo concetto è strettamente legato a quello di equivalenza anche se generalmente indica una relazione più debole tra testo di partenza e testo di arrivo. In particolare, l’adeguatezza si basa sul fondamentale concetto di “dominante”, di cui una defnizione si troverà poi nella seconda parte di tale dissertazione. Basti sapere che la dominante costituisce la parte più importante di un testo, quella irrinunciabile e che deve essere necessariamente tradotta per
Estratto dalla tesi: Omar Sy a Pardonnez-moi: traduzione in italiano di un audiovisivo