Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Le IPO: analisi teoriche ed evidenze empiriche nel mercato italiano

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Massimo Ghilardi Contatta »

Composta da 65 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 453 click dal 30/12/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Massimo Ghilardi

Mostra/Nascondi contenuto.
~ 15 ~ quelli che la conoscenza da insider della realtà aziendale suggerisce come appropriati); c) Favorire il passaggio generazionale, agevolando l’uscita degli eredi dell’originario imprenditore non interessati a proseguire nella conduzione dell’azienda; d) Assecondare il desiderio di rientro dall’investimento di marchant banks e di fondi di private equity e venture capital che abbiano apportato capitale di rischio alla società per favorirne lo sviluppo o il passaggio generazionale o una trasformazione manageriale, senza però, mettere a repentaglio l’assetto di controllo preesistente alla quotazione grazie alla dispersione delle azioni collocate presso una pluralità di risparmiatori. Un caso particolare di quotazioni motivate dall’interesse dell’emittente di liquidare, in tutto o in parte, la sua quota è dato dalle privatizzazioni perseguite dallo Stato Italiano o dai suoi enti locali. Anche durante il positivo ciclo di Borsa di fine anni novanta, la spinta maggiore all’attività di mercato primario sull’azionario è venuta proprio dalle privatizzazioni e dalle uscite degli operatori di private equity. Marginale è invece sempre rimasto, il ruolo delle IPO promesse da aziende familiari ispirate da una delle altre motivazioni sopra elencate. Mentre per le grandi banche d’investimento straniere che trovano nei collocamenti nazionali una delle loro primarie aree d’affari, il sistema finanziario italiano rimane alquanto bank oriented. Sia i grandi gruppi polifunzionali sia le banche multi regionali non mostrano una spiccata propensione a sviluppare le attività di mercato, preferendo piuttosto continuare a concentrarsi sull’ottimizzazione delle attività di mercato, preferendo piuttosto continuare a concentrarsi sull’ottimizzazione delle attività di lending, nel contesto di un rapporto con la clientela più relatioschip based che transaction based. Così sia l’attività promozionale alla quotazione svolta con insistenza da Borsa Italiana nel proseguimento del proprio fine di lucro sia quella di ricerca e convincimento delle società in teoria quotabili, svolta dai pochi intermediari focalizzati sull’erogazione dei servizi per il mercato azionario primario, non hanno evitato, che il negativo ciclo di borsa di questi primi anni del secolo, azzerasse quasi, il flusso di nuove quotazioni di imprese italiane.
Estratto dalla tesi: Le IPO: analisi teoriche ed evidenze empiriche nel mercato italiano