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Le armi di distruzione di massa in Iraq. Gli accordi, i conflitti e le strategie di potere

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Alberto Cicora Contatta »

Composta da 39 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 310 click dal 30/12/2016.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Alberto Cicora

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8 Rivoluzione 13 . Una volta scoppiata la guerra, Yehoshua Saguy, direttore dell’intelligence militare israeliana, sollecitò pubblicamente l’Iran di bombardare le strutture nucleari irachene 14 . L’attacco iraniano arrivò quindi il 30 settembre 1980. L’operazione Scorch Sword, compiuta da due Phantom F-4, fu il primo attacco della storia contro un reattore nucleare e il primo caso nella storia del diritto internazionale di cosiddetta guerra preventiva. Non fu un durissimo colpo per l’Iraq in quanto l’attacco danneggiò il reattore solo lievemente. Successivamente vi fu un dibattito interno al gabinetto di Israele riguardo l’ipotesi di attaccare il reattore Osirak, che vide contrapporsi gli interventisti, guidati da Begin e Sharon, agli anti- interventisti, condotti da Dayan, Weizman e Yadin 15 . Il Mossad nel frattempo dichiarava che il reattore Osirak sarebbe stato operativo dal giugno 1981 e ciò fu preso come un pretesto per attaccare. Al gabinetto la votazione fu di 10 voti a 6 per intervenire. L’attacco avvenne quindi il 7 giugno 1981. Uno squadrone composto da otto F-16A e sei F- 15A partì dalla base aerea di Etzion, nel Sinai e, dopo aver violato lo spazio aereo di Arabia Saudita e Giordania, giunse in Iraq, dove, in meno di due minuti, con un’incredibile potenza di fuoco, bombardò il reattore Osirak 16 . Il raid, oltre agli ingenti danni al reattore, provocò la morte di dieci soldati iracheni e di un civile francese. La reazione della comunità internazionale fu unanime, ovvero tutti gli Stati, chi più chi meno, disapprovarono l’azione israeliana. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite condannò immediatamente l’attacco e, dopo aver avuto colloqui con l’Iraq e con l’IAEA, emanò la Risoluzione 487, adottata con voto unanime con cui condannava fortemente il raid come “una chiara violazione dello statuto dell’ONU e delle norme di condotta internazionale”. Il Consiglio inoltre riconobbe all’Iraq il diritto di “stabilire programmi di sviluppo tecnologico e nucleare” e un equo risarcimento da parte di Israele per il danno subito 17 . La risoluzione 36/27 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite seguì la 487 del Consiglio di Sicurezza, anch’essa condannando Israele per il “premeditato e senza precedenti atto di aggressione” e avvertiva solennemente Israele di non compiere più azioni del genere in futuro 18 . In seguito vi fu un accordo tra il governo iracheno e quello francese per la ricostruzione del reattore Osirak che, a causa del protrarsi della guerra con l’Iran, non ebbe mai luogo. Il reattore fu infatti distrutto completamente nel 1991 durante la guerra del Golfo dalle forze aeree statunitensi 19 . 13 Molti dei migliori ufficiali iraniani erano infatti stati epurati, arrestati o giustiziati, mentre altri erano fuggiti dal paese. 14 http://www.angelfire.com/art2/narod/opera/. 15 http://carnegieendowment.org/2006/01/19/no-military-options/1p54. 16 R. W. Claire, Raid on the sun, New York, Broadway Books, 2004. 17 http://www.un.org/en/ga/search/view_doc.asp?symbol=S/RES/487(1981) 18 http://www.un.org/en/ga/search/view_doc.asp?symbol=A/RES/36/27 19 C. Peebles, Dark Eagles, New York, Presidio Press, 1995.
Estratto dalla tesi: Le armi di distruzione di massa in Iraq. Gli accordi, i conflitti e le strategie di potere