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L'istituto della wakāla nella Palestina postcoloniale: traduzione di una procura presentata alla Camera di Commercio Araba di Gerusalemme

Laurea liv.I

Facoltà: Mediazione Linguistica e Culturale

Autore: Irene Ceccarelli Contatta »

Composta da 76 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 302 click dal 12/01/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Irene Ceccarelli

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14 conoscenza della Legge sacra come la forma di conoscenza più alta. La teologia, ad esempio, non è mai riuscita a raggiungere nell’Islam un’importanza simile e la spiegazione di ciò risiede nella considerazione che è impossibile ragionare su un Dio come quello islamico, per la sua estrema “personalità” arbitraria e poiché questi è inconoscibile, imperscrutabile, mobile e non si può nella maniera più assoluta ragionare o discutere su di lui. 33 Il fiqh è dunque sacrale, poiché fa riferimento a un testo sacro per eccellenza, ed è inoltre confessionale e coeterno a Dio. Di conseguenza, il diritto islamico trova la sua unica motivazione nella Volontà rivelata di Dio e per questo non si basa sull’autorità di un creatore umano del diritto stesso. 34 In contrapposizione infatti a quanto espresso dal concetto occidentale di civitas di matrice greco-romana che indica una legge impostata antropocentricamente, ovvero una legge che è la norma di diritto sancita dal popolo direttamente o mediante gli organi che lo rappresentano, per il musulmano invece la legge altro non è se non la diretta e personale Volontà di Dio, espressa in chiare lettere al Profeta. 35 A proposito dell’importanza del fiqh, il grande teologo e giurista al-Ġazāli (1058-1111), all’inizio della sua grande opera mistica della maturità, Rinascita delle scienze religiose (Iḥyā’ ‘Ulūm ad-Dīn), cita il seguente ḥadīṯ: “Invero un singolo giurisperito è più potente nei confronti di Satana di mille adoratori” e commenta: “Ogni cosa ha la sua fondazione, e la fondazione di questa religione è la giurisprudenza”. Aggiunge subito dopo: Per la mia vita! Io dichiaro che la giurisprudenza è connessa con la religione, non direttamente ma [indirettamente] attraverso [gli affari di] questo mondo, poiché questo mondo è la preparazione del mondo dell’oltre, e non esiste religione senza di essi. Inoltre, lo stato e la religione sono gemelli. La religione è il fondamento mentre lo stato è la guardia. Ciò che non ha fondamento certamente crolla e ciò che non ha guardia è perduto. [...] Il risultato della giurisprudenza è la conoscenza dei metodi di governo e di controllo. 36 Inoltre, al-Ġazāli ribadisce l’idea che la teologia è importante e che però è altrettanto importante sottolineare come problemi quali la dimostrazione dell’esistenza di Dio o la 33 BAUSANI A., L'Islam (cit.), p. 17. 34 VERCELLIN, G., Istituzioni Del Mondo Musulmano (cit.), p. 272. 35 BAUSANI A., L'Islam (cit.), p. 38. 36 AL-GHAZĀLĪ, [a cura di CAMPANINI, M.], La Bilancia Dell'azione E Altri Scritti. Torino, 2005, p. 13.
Estratto dalla tesi: L'istituto della wakāla nella Palestina postcoloniale: traduzione di una procura presentata alla Camera di Commercio Araba di Gerusalemme