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Ruolo di Pityophthorus juglandis (Coleoptera, Curculionidae) nei meccanismi di diffusione del fungo fitopatogeno Geosmithia morbida

Laurea liv.I

Facoltà: Agraria

Autore: Giulia Sbrizza Contatta »

Composta da 86 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 258 click dal 25/01/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Giulia Sbrizza

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2 Le specie aliene possono determinare un’ampia gamma di impatti negativi. Se da un punto di vista ambientale sono in grado di minacciare la diversità biologica attraverso una riduzione della variabilità genetica, modificare i rapporti trofici tra gli organismi nativi e determinare nei casi più gravi l’estinzione di specie endemiche e l’alterazione di habitat ed ecosistemi (Hulme, 2007; Mooney e Cleland, 2000), da un punto di vista economico possono provocare gravi danni all’agricoltura, all’orticoltura e agli ambienti forestali (Vilà et al., 2011; Pimentel et al., 2005). La maggiore o minor aggressività di una specie di nuova introduzione all’interno del nuovo ambiente dipende da numerosi fattori e dinamiche spesso complesse (es. presenza di nicchie vacanti o inutilizzate, assenza di parassiti e predatori, limitata biodiversità locale, possibili disturbi verificatisi prima o durante l’invasione, ecc.) (Mack et al., 2000). Dalla scoperta dell’America, in Europa sono state registrate circa 10 000 specie aliene, tra le quali i gruppi tassonomici più numerosi sono rappresentati da piante e insetti (DAISIE, 2008). Tra questi ultimi, il gruppo più numeroso è rappresentato dagli xilofagi (per lo più Scolytinae, Cerambycidae e Buprestidae) (Marini et al., 2011; Kirkendall e Faccoli, 2010; Sauvard et al., 2010) oramai considerati come una delle minacce più serie per le foreste a livello mondiale (Brockerhoff et al., 2006a). Essi possono essere facilmente trasportati attraverso il commercio internazionale di prodotti legnosi, quali tronchi, ceppi, legname e soprattutto imballaggi di legno o pallet dove possono sfuggire ai controlli e superare le condizioni climatiche avverse che si presentano durante gli spostamenti (Brockerhoff et al., 2006b). Per questi motivi gli insetti xilofagi sono considerati a tutti gli effetti come il gruppo di specie invasive di maggior successo (Haack, 2006). Per di più, dal punto di vista economico, risultano essere le specie con il più alto impatto potenziale, considerando la loro capacità di danneggiare il materiale legnoso, di portare a morte le piante ospiti e l’alto costo per il loro contenimento (Aukema et al., 2011). Ciò che preoccupa maggiormente è che alle invasioni biologiche sono strettamente legate malattie infettive emergenti dei vegetali, Emerging Infectious Diseases, EIDs. Nel mondo, più della metà delle EIDs delle piante negli ultimi decenni sono state provocate dall'arrivo di agenti patogeni precedentemente non riconosciuti, dato
Estratto dalla tesi: Ruolo di Pityophthorus juglandis (Coleoptera, Curculionidae) nei meccanismi di diffusione del fungo fitopatogeno Geosmithia morbida