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Luciano Bianciardi e gli anni '60: immagini del boom negli scritti narrativi e giornalistici

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Paolo Antonio Pagano Contatta »

Composta da 200 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 418 click dal 25/01/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Paolo Antonio Pagano

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11 Partito d'Azione era paralizzato da divisioni interne per lo scontento dell’anima moderata, che nel 1947 promosse una scissione. Sulla scia di quest’ultima e delle dimissioni di Parri, la Dc di Alcide De Gasperi (segretario nazionale) trasse grande favore. Infatti, il 10 dicembre, De Gasperi divenne presidente del Consiglio. Ciò avvenne anche con l’appoggio della sinistra, tanto che De Gasperi - nella speranza di assicurare un periodo pre-elettorale senza crisi politiche - nominò Nenni (segretario nazionale del Psi 9 ) vice-presidente del Consiglio, il socialista Romita ministro degli Interni e Togliatti (segretario del Partito Comunista) ministro della Giustizia. Due le questioni che pose subito De Gasperi: decidere attraverso un referendum se l'Italia dovesse restare una monarchia o diventare una repubblica; dare all'Assemblea Costituente, che sarebbe stata eletta dagli italiani, l’unico incarico di redigere la Carta costituzionale. Intanto, nell’apparato dello Stato venivano reintegrati funzionari e politici del vecchio regime (godendo alcuni di un’amnistia voluta da Togliatti), mentre i leader partigiani avevano difficoltà nel conquistare ruoli e incarichi istituzionali. Nonostante nell’Italia del dopoguerra persistesse una cronica mancanza di materie prime come l'acciaio, il carbone e il petrolio, e vigesse un bassissimo livello di produzione, i prezzi si mantenevano stabili. Ma ciò non bastava ovviamente a far ripartire un'economia rimasta paralizzata nel ventennio fascista, che aveva bisogno d'essere liberalizzata così come richiedeva una buona parte di imprenditori ed economisti di orientamento liberale. Furono questi, peraltro, a dar vita ad una prima forma di “ripartenza” dell'economia; dagli uomini di governo non veniva alcuna proposta organica di intervento e pianificazione economica per la nazione ormai libera, né tanto meno ebbero potere di incidere gli economisti comunisti, ideologicamente legati ad una visione statalista e collettivista dell'economia modellata sul modello sovietico, improponibile in quel momento. L'Italia si trovò a vivere in tal modo una situazione di stallo. Il 2 giugno ’46, gli italiani (e le donne per la prima volta) si recarono finalmente alle urne, dopo oltre 20 anni di diniego fascista. Gli elettori dovevano scegliere tra monarchia e repubblica, e dovevano eleggere i loro rappresentanti all’Assemblea Costituente. Nonostante Vittorio Emanuele III, un mese prima del referendum, in un ultimo disperato tentativo per salvare la propria dinastia, avesse abdicato in favore del figlio Umberto, ciò non gli fu utile 9 Il Psi, il Partito socialista italiano era il più antico partito d’orientamento marxista ma ormai revisionista e antisovietico.
Estratto dalla tesi: Luciano Bianciardi e gli anni '60: immagini del boom negli scritti narrativi e giornalistici