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L'incontro con l' ''Altro'': l'indio in Perù dalla scoperta alla letteratura indigenista.

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e culture moderne europee

Autore: Isabella Viceconte Contatta »

Composta da 98 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 623 click dal 02/02/2017.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Isabella Viceconte

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14 Interessante è ripercorrere la vicenda come scoperta e impatto con l’“altro”, con il diverso da noi. A Colombo, da buon marinaio, interessava scoprire il mondo e non gli uomini. L’atteggiamento era quello del naturalista; nei suoi scritti ha lasciato descrizioni particolareggiate della natura, delle piante e degli animali, mentre gli indigeni vengono considerati come oggetti viventi: Colombo parla degli uomini che vede solo perché, dopotutto, fanno parte anch’essi del paesaggio. I suoi accenni agli abitanti delle isole sono sempre inframmezzati alle sue notazioni sulla natura: fra gli uccelli e gli alberi vi sono anche gli uomini 7 . La direzione del mancato incontro tra noi e l’“altro” è insita nella reazione di Colombo; non ci sarà nessuna comunicazione con gli indigeni, negati come uomini e confusi con la natura stessa. L’ammiraglio spesso sottolinea la nudità dei nativi, associandola ad una mancanza culturale: per Colombo quelle genti non hanno costumi, riti, leggi, religioni. Colombo è certamente curioso, ma non mostra di voler conoscere il suo interlocutore, ammette che gli indiani abbiano una lingua, ma si rifiuta di considerarla diversa, trovando nei loro discorsi parole familiari e rimproverandoli per la cattiva pronuncia. La comunicazione umana non gli riesce bene, perché, fondamentalmente, non lo interessa. Nei suoi scritti non troveremo mai un ritratto particolareggiato della popolazione, ma solo una semplice descrizione estetica, che segue le stesse regole utilizzate nella descrizione della flora e della fauna. Gli indiani delle varie isole che incontrerà durante le varie esplorazioni si somigliano tutti tra loro, sono privi di una identità culturale, sono tutti “nudi e dipinti”. Colombo loda la generosità degli indiani, che danno tutto per niente, ma non comprende che i valori, così come le lingue, sono convenzionali, ragion per cui gli indigeni scambiano i loro oggetti con cocci di piatti rotti e pezzi di vetro, in quanto non ne riconoscono il valore che hanno nel sistema di scambio europeo. Colombo ha essenzialmente due tipi di posizione nei confronti dei nativi: talvolta li considera essere umani completi, con gli stessi suoi diritti sfociando, però, 7 Ivi, p. 41.
Estratto dalla tesi: L'incontro con l' ''Altro'': l'indio in Perù dalla scoperta alla letteratura indigenista.