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La dualità dell'opinione: la relazione tra Giapponesi ed Ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale

Laurea liv.I

Facoltà: Mediazione Linguistica e Culturale

Autore: Elisa Scimone Contatta »

Composta da 56 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 39 click dal 06/03/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Elisa Scimone

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Scimone - La dualità dell’opinione, anno 2015-2016 6 eccezione degli Olandesi, i quali potevano risiedere solo nella piccola isola di Deshima, vicino Nagasaki. Insieme ai Cinesi e Coreani, gli Olandesi erano gli unici stranieri formalmente autorizzati a commerciare col Giappone, che nei secoli successivi si sarebbe isolato dal resto del mondo. Tale fase, in seguito, sarebbe stata chiamata sakoku jidai, ‹‹periodo del Paese chiuso››. Non solo agli stranieri era vietato entrare in Giappone, ma dal 1635, salvo rarissime eccezioni, ai giapponesi fu impedito di espatriare, e a quanti si trovavano oltreoceano, fu negato il permesso di rientrare pena la condanna a morte 4 . Tale politica di chiusura però non isolava completamente il Paese; piuttosto il commercio estero era regolato molto severamente. Senza un permesso scritto agli stranieri era però vietato l'ingresso nel Paese e ai giapponesi era proibito lasciarlo. La politica del sakoku, inoltre, non comportò un completo disinteresse verso il mondo esterno. I giapponesi mostrano interessamento in diversi campi: raccolsero informazioni sulla geografia, la storia, la scienza e la tecnologia dell'Occidente, sulla religione cristiana. Nel 1720 fu eliminato il bando d'importazione di opere occidentali, ad eccezione di quelle relative al Cristianesimo. In molti feudi si diffusero le nuove conoscenze acquisite in campo medico e altre discipline scientifiche, mentre nel 1811 il bakufu 5 provvide a fondare un centro di traduzione delle opere occidentali 6 . In questo periodo di chiusura si ebbero dei significativi cambiamenti riguardanti l'organizzazione politica, la struttura sociale, l'assetto economico e l'ambito culturale, i quali segnarono la transizione del Giappone al mondo moderno. 7 In quel periodo Edo si era trasformata nella più estesa e popolosa metropoli del Paese, divenendo, oltre che centro politico e amministrativo, anche il nucleo economico e culturale del Giappone. Il progresso economico, che si ebbe nell'arco dell'intero periodo, produsse un generale innalzamento del livello di vita, reso possibile anche da una crescita demografica relativamente contenuta; fu accompagnato dall'allargamento dell'istruzione anche al di fuori dell'élite al potere e ciò contribuì a trasformare i costumi, le abitudini e il sistema di valori giapponesi. Memorabile è stata l'attività degli studiosi di cose nazionali (kokugakusha o wagakusha ) i quali rivalutarono la tradizione e i valori indigeni, dove si ritiene sia racchiuso il genuino spirito nazionale giapponese non ancora contaminato da elementi esterni. Degno di nota fu Motoori Norinaga (1730-1801) che dedicò metà della sua vita alla compilazione del Kojiki den (Commento al Kojiki, in 48 libri), rendendo possibile ai posteri la lettura e la comprensione dell'opera redatta agli inizi dell'VIII secolo. Dato che egli compì una rivalutazione degli antichi miti shintoisti e ripropose la figura del tennō, la sua opera ebbe un importante risvolto politico, gettando in tal modo le basi ideologiche su cui si sarebbe fondata la restaurazione del potere imperiale nel 1868. L'attività del kokugakusha contribuì al distacco dalla concezione sinocentrica che aveva caratterizzato finora il mondo culturale e intellettuale giapponese e a preparare il terreno per il ritorno allo Shintoismo e alla sua trasformazione in culto di Stato nel periodo Meiji; sia al consolidamento di un'idea di identità nazionale ispirata al principio di esclusività, di unicità 8 e sul carattere divino del popolo e della Nazione giapponese. In queste concezioni però era racchiuso il fondamento di quell’atteggiamento razziale che avrebbe 4 Henshall, ...pp.88-91. 5 Bakufu: il governo militare dello Shōgun; significa letteralmente "governo della tenda", in omaggio alle tende in cui vivevano i militari durante le campagne militari. 6 R. Caroli, F. Gatti Storia del Giappone, Biblioteca Universale Laterza, Bari 2006, p.120. 7 Ibidem, …p.114. 8 Ibidem, …pp.120,121.
Estratto dalla tesi: La dualità dell'opinione: la relazione tra Giapponesi ed Ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale