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Amartya Sen: Etica, libertà e democrazia come fini e mezzo dello sviluppo

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Marco Gavioli Contatta »

Composta da 31 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 430 click dal 19/05/2017.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Marco Gavioli

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potere. Se nella teoria di Walras questo non è necessario dato che i contratti sono per ipotesi completi, lo stesso non accade oggi data la tipica incompletezza degli stessi. La parte più capace acquisisce un potere che la mette davanti ad un vantaggio contrattuale sull’altra. La terza importante ragione è legata alle perplessità riguardanti la tesi dell’avalutatività del sapere economico. Anche in economia si è confermata la consuetudine, con l’affermazione del neopositivismo, di considerare il sapere economico libero da funzioni orientative, ma come strumento di previsione. Solo il carattere avalutativo può rendere il sapere rigorosamente razionale. MacIntyre, nel 1988, scrive riguardo la non significatività delle preposizioni etiche, che non possono essere né vere né false dato che non corrispondo ad alcun fatto reale. Questa astinenza da orientamenti è in tempi recenti diventata intollerabile dato che oggi si tenta di usare l’economia come un metodo per comprendere le dinamiche sociali e modificarne determinati assetti. L’economista non ritiene di doversi confrontare con il filosofo morale e con le questioni etiche. Tuttavia egli tende ad agire in qualità di autorità morale, quando cerca di applicare alla pratica i dettami dell’economia del benessere, in quanto il suo intervento incide sulle vite degli individui. Il perché egli non si occupi di filosofia morale è connesso con il fatto che l’economista giudichi eticamente incontrovertibile l’identificazione tra il benessere ed il soddisfacimento delle preferenze individuali. Questo è falso: le persone possono preferire ciò che non è bene, dato che possono commettere degli errori o semplicemente preferire di sacrificare parte del proprio benessere in favore degli altri o per conseguire altri fini. La teoria della razionalità, quindi, incorpora già principi etici, questo a testimonianza del fatto che non tutto può essere ricondotto al paradigma dell’evidenza proprio della conoscenza scientifica (Zamagni, 1994). Il neopositivismo ha dichiarato prive di fondamento le proposizioni dell’etica e le ha eliminate dallo studio del comportamento umano, favorendo, di fatto, l’assolutizzazione dell’approccio logistico e ingegneristico in economia. Anche la nozione di razionalità è stata ridotta a difesa della coerenza interna di scelta degli individui mossi dall’egoismo (Sensi, 2011). La critica all’utilitarismo di Amartya Sen L’utilitarismo è uno dei punti chiave della critica di Sen. Lo definisce come il risultato di tre componenti: il conseguenzialismo, il “welfarismo” e la classifica per somme. Con il primo si intende la necessità di giudicare le scelte in base alle conseguenze e ai risultati
Estratto dalla tesi: Amartya Sen: Etica, libertà e democrazia come fini e mezzo dello sviluppo