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Come gli europei divennero bianchi

Estratto della Tesi di Lucia Pia Bruno

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7 Le varie pigmentazioni esistenti sono il risultato di differenti quantità e distribuzione di melanina all’interno dei melanosomi. La melanina è un derivato della tirosina; è il biopolimero primario per la pigmentazione sia degli animali che degli uomini, nei quali si trova in due forme: feomelanina ed eumelanina. La selezione a favore dell’allele G di SLC45A2 è iniziata tra gli 11000 e i 19000 anni fa dopo l’espansione degli uomini anatomicamente moderni fuori dall’Africa. Il DNA oggetto di studio è stato ritrovato in gran parte nell’attuale Ucraina e risale all’età neolitica e all’età del Bronzo. Sono stati effettuati PCR e sequenziamento del genoma per tre SNPs associati alla pigmentazione oltre che HVR1 (HyperVariable Region 1), ovvero la prima regione ipervariabile del DNA mitocondriale. L’analisi del genotipo di 60 ucraini contemporanei ha messo in luce un aumento della frequenza degli alleli derivati nei campioni di questi ultimi rispetto ai campioni antichi ritrovati nella stessa regione geografica. Tuttavia, è necessario escludere una continuità tra gli agricoltori europei e moderni che, invece, sono andati incontro a interazioni con i cacciatori-raccoglitori nei secoli a venire. Per capire se il prevalere degli alleli responsabili dei connotati nordici siano il risultato della deriva genetica o della selezione naturale sono state effettuate delle simulazioni al computer. Mentre c’è una forte evidenza della recessività dell’allele HERC2, per gli alleli derivati SLC45A2 e TYR non è chiara la presenza di una relazione di codominanza, recessività o dominanza. Le analisi mostrano che la selezione positiva per questi geni è continua anche nelle popolazioni di 6500-4000 anni fa suggerendo che le correnti selettive del tardo Pleistocene siano ancora attive, mentre la selezione dell’allele LCT-13,910*T, responsabile della persistenza della lattasi tra i sud asiatici e gli europei, è avvenuta 7500 anni fa tra i Balcani e l’Europa centrale. Tali studi sono stati effettuati tramite stime su coefficienti di selezione che mostrano più vantaggi rispetto alla stima delle frequenze alleliche in quanto possono essere riferiti ad un determinato periodo di tempo e possono essere corretti nel caso di variazioni delle correnti in atto. Hanno messo in luce un legame tra le latitudini nordiche e la selezione dei geni per i fenotipi chiari. Una pelle bianca infatti favorisce l’assorbimento dei raggi UVB oltre ad essere un adattamento al minor rischio di fotolisi da folato alle altitudini nordiche. Anche i cambiamenti alimentari tra il Mesolitico e il Neolitico hanno contribuito a rafforzare queste correnti: infatti il minor apporto di vitamina D era inizialmente compensato da un alto consumo di pesce, cosa che venne a mancare nel Neolitico, durante il quale si assiste ad un ulteriore depigmentazione.
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Come gli europei divennero bianchi

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Informazioni tesi

  Autore: Lucia Pia Bruno
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Scienze Biologiche
  Corso: Scienze biologiche
  Relatore: Mariastella  Simonetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 33

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Parole chiave

europa
genetica
evoluzione
selezione naturale
vitamina d
scienze dell'alimentazione
bianchi e neri
lattasi
genetica evolutiva
pigmentazione della pelle

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